SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non basterà la routine. Perché serve una Samb doppia, tripla, oltre l’ostacolo. Parliamoci chiaro: in due partite i rossoblu si giocano tutto il campionato. Ora si è a -12, e domenica l’asticella potrebbe oscillare tra -9 e -15: da una parte, la speranza di una rimonta incredibile. Dall’altra, l’addio definitivo alla rincorsa quanto meno al primo posto.
Boccolini l’ha detto chiaro e tondo: “La società mi ha chiesto almeno di entrare nella zona play off”. Però ha aggiunto: “Nella mia carriera ho anche fatto delle rimonte clamorose. Anzi, più di una”.

Il “grande vecchio” della Serie D, accolto subito con un applauso in sala stampa, è l’uomo al quale la tifoseria rossoblu si affida per risorgere da una situazione bruttissima. E la gara di Teramo (938 i biglietti a disposizione) arriva proprio da spartiacque: dentro, o fuori. Quasi come una finale. Con il solo pareggio che lascerebbe le cose allo stesso modo.

Servirà, però, una Samb molto più forte rispetto a quella, pur vittoriosa, vista domenica scorsa. Che i rossoblu possano migliorare, è nella carta: Bortone e Salvagno erano alla prima presenza assoluta, Caligiuri alla seconda e prima da titolare, De Rosa, Di Gioacchino e Moscarino alla seconda. Una gara in più per tutti non può fare che bene.

Bisognerà valutare bene l’impianto difensivo: Di Gioacchino ha il fisico del centrale difensivo, ma forse uno come Ogliari, non fosse altro che per l’esperienza, potrebbe dare maggiore sicurezza al centro. In attacco, peccato per la squalifica di Pazzi, ma c’è anche Di Vicino pronto ad essere finalmente decisivo.

Il centrocampo non si tocca: il trio disegnato in passato da Giudici ed ora a disposizione di Boccolini ha le potenzialità per essere esente da pecche: Rulli e De Rosa in mediana sono una diga, Salvagno ha classe, temperamento ed esperienza (lo si è visto nel finale di gara).

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 675 volte, 1 oggi)