CUPRA MARITTIMA – Nasce nel 1960 quella parte di Unitalsi che domenica scorsa ha festeggiato cinquant’anni di vita, nasce nella comunità parrocchiale dei SS Basso e Margherita per opera della signora Antonietta Morganti e sempre tramite suo consiglio i sacerdoti della parrocchia accolsero la proposta di formare il gruppo Unitalsiano.

Fu don Gerardo, a incoraggiare il vice Parroco don Luciano affinchè si organizzasse un gruppo preparato al servizio di assistenza dei malati, dei disabili e al trasporto per i pellegrinaggi.

Bisogna ricordare che il primo fu fatto a Loreto e molti del personale di allora quasi si perdono nella memoria di chi oggi presta servizio. Solo alcuni nomi: il dottor Mario valenti, il dottor Luciano Lanciotti, Luciana Amabili, Fernando Beri, Marcello Croci, Armando Ficcadenti, Elvio Saccutelli, Filomena Veccia.

Come un bambino l’associazione è cresciuta, sono passati anni, passati i volti di tanti volontari che non sono più con noi ma indelebili nel cuore e che hanno costruito ciò che oggi rappresenta l’Unitalsi.

“E’ a loro, è agli ammalati nelle carrozzine che la giornata dei festeggiamenti è dedicata, al servizio, all’amore fraterno a come donarsi al prossimo”, precisa don Vincenzo Catani che da anni è Assistente Spirituale Diocesano dell’Unitalsi.

C’erano tutti alla grande festa nei giorni scorsi, tutti insieme senza diversità né distanze, il Sindaco Domenico D’Annibali, il vulcanico Fortunato Amabili e lo storico Filippo Vallorani, dall’ex Unitalsiana Anna Maria Cerolini all’attuale Presidente del gruppo Unitalsi di San Benedetto, ma cosa primaria, c’erano tutte quelle persone che occupano il posto di maggior rilevanza: il malato e l’anziano.

Si allieta il banchetto della comunità unitalsiana con il sorriso tipico delle Dame che non manca mai, pronte a rassicurare a aiutare chi è in evidente difficoltà. Si allevia con l’allegria, una giornata domenicale, si ha l’impressione di stare in famiglia come si usava una volta con la grande voglia di stare insieme, scambiare, mentre si mangia e forse poco elegantemente, parole a bocca piena, si, ma di grande soddisfazione.

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