SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E aspettiamoci, ora, che tutti i sindaci degli ottomila zero novantaquattro comuni d’Italia (8.094, dati del giugno 2010),prendano auto blu e autista e salgano, o scendano a seconda dei casi, ad Arcore, residenza privata e quindi mai così pubblica come in questi confusi tempi del dottor Silvio Presidente del Consiglio della Repubblica Bananifera Italo-Padana. Da Predoi in Alto Adige a Lampedusa, da Roma a Fiera di Primiero, tutti pronti, già sembra.

E dicano tutti la stessa cosa: “Scusi, caro Silvio, ha un po’ di soldi per il mio Comune? Sa, per il marciapiede… O per la mensa scolastica. O anche per per una consulenza, una cosa da poco… Dottor Silvio, sa, se cercassi le vie abituali, le telefonate al deputato della mia città, o un emendamento alla Finanziaria… oppure se ne parlassi in Consiglio Comunale… lei lo sa: immagini quanto tempo, quante polemiche, quanti rischi. Vede, dottor Silvio, sono qui da lei, bene attento che non ci siano fotografi, cameraman, giornalisti alle calcagna così come sono stato attento a non incontrare Lele Mora, Emilio Fede, Noemi Letizia, Ruby Rubacuori, Patrizia D’Addario, Topolanek… Insomma, si ha un poco di soldi per questo mio comune?”

Ecco, il rottamante sindaco di Firenze Matteo Renzi, bandierina giovanile del Partito Democratico, parlata fluente da antico toscano, fustigatore dell’intellighenzia noiosa del suo gruppo, mente agile quant’altre mai, ha indicato la strada: direttamente ad Arcore. Anche all’opposizione son uomini del fare, che siam scemi?

Come oramai stanno capendo molti fiorentini, che nella bacheca Facebook del sindaco di Firenze non le mandano a dire: “Potresti rispondere a tre domande? Perchè ad Arcore? Perchè non dopo il 14 dicembre? (se dovesse cadere l’incontro è stato inutile). E per ultimo, perchè l’incontro doveva rimanere riservato? Stai cercando di spostare l’attenzione, nessuno discute che debba dialogare con il governo, ma il luogo è importante. Se pensi che una casa privata sia la stessa cosa di una sede istituzionale, allora lascia il tuo ufficio in municipio e traferisci tutti gli uffici a casa tua“. Illuminante.

Oppure, in perfetto fiorentino scritto: “A Matteooo, leggo qui sopra che sei andato a chiede soldi per la tua citta per l’entrate speciali che non’hai, ma è modo? E se i sindaci delle città in difficoltà (quasi tutti) andassero a chiedere soldi, ci sarebbe la fila a chiedere l’elemosina, ma è modo di fare politica…

Certo, non mancano anche gli entusiasti per il rottamatore. Ma quelli non mancano mai attorno agli uomini di potere.

Adesso intanto aspettiamoci che anche Gaspari di San Benedetto e Castelli di Ascoli, Merli di Grottammare e Di Salvatore di Martinsicuro, tutti assieme, con un piccolo bus, partano in direzione Arcore. Sai che spasso.

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