RIPATRANSONE – La Texon Italia tramite il proprio legale di fiducia, avvocato Danilo Mascitti del foro di Fermo, interviene rispondendo molto decisamente alle polemiche del comitato civico Villa Santi-Val Menocchia. Oggetto del contendere è il realizzando impianto per la produzione di energia elettrica alimentato a biomasse e olio vegetale. Impianto (contestato per presunte problematiche di inquinamento) che dovrebbe sorgere proprio nel sito aziendale di contrada Menocchia (cliccando qui potete leggere le autorizzazioni e le specifiche tecniche, cliccando sulla parola chiave “texon” in fondo all’articolo avete la nostra rassegna di articoli sull’argomento).

“In realtà – afferma l’avvocato Mascitti – si diffondono informazioni tendenziose, finalizzate a cercare di gettare discredito e portare a segno un ulteriore attacco mediatico gratuito contro l’azienda, che negli anni invece ha sempre dimostrato grandissima serietà sia per quanto attiene il rispetto dei propri dipendenti assunti, sia dell’ambiente, con una produzione attenta alla ecosostenibilità, in ultimo dimostrata anche con la progettazione di un piccolo impianto di cogenerazione a biomasse. Non certo una centrale come viene insistentemente, erroneamente e faziosamente asserito. A questo punto è l’azienda a chiedersi se dietro questo accanimento non ci siano interessi diversi da quelli legati alla tutela dell’ambiente: sarà la Magistratura a dare una risposta”.

L’avvocato, infatti, annuncia che la Texon Italia Spa, responsabile del sito produttivo ripano, ha già da mesi presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Ascoli contro i componenti del comitato “e contro chiunque ritenuto responsabile, a vario titolo, di reati consumati a danno dell’azienda”.

La Texon poi ribadisce “anche a tutela della tranquillità e della salute degli abitanti di Ripatransone e dei comuni limitrofi, di essere in regola con tutte le autorizzazioni alle emissioni che sono abbondantemente al di sotto dei valori limiti consentiti dalle leggi e dalle prescrizioni delle Autorità anche per quanto riguarda sostanze come la formaldeide e l’ammoniaca”.

Prosegue Mascitti: “Lo sa il Comitato Villa Santi che la ditta Texon Italia S.p.A., in ottemperanza al D.P.R. n. 203/88, dal 18 luglio 1989 ha una regolare autorizzazione alle emissioni da parte della Regione Marche? Lo sa il Comitato che a seguito del progetto di istallazione dell’impianto di produzione di energia elettrica in assetto cogenerativo a biomasse liquide, regolarmente autorizzato dalla Regione Marche, ha riavuto l’autorizzazione alle emissioni da parte della Provincia di Ascoli Piceno, divenuta competente in materia a seguito delle Leggi Regionali n. 12 e 13 del 1999?”.

E ancora: “Lo sa il Comitato Villa Santi che la Texon è una cosiddetta piccola cartiera e che ha emissioni poco impattanti sull’ambiente ed abbondantemente al di sotto dei limiti di legge? Lo sa il suddetto Comitato che altre aziende, come per esempio i calzaturifici, hanno emissioni che, pur rientrando nei limiti di legge, sono più impattanti sull’ambiente e superiori di quelle di una piccola cartiera?”

Peraltro, sottolinea il legale, il Comitato sarebbe anche “poco informato rispetto alla legge Regionale n. 31 del 22.12.2009, proprio in quanto di recente la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 57 comma 1, che prevedeva alcuni limiti agli impianti alimentati a biomasse, travolgendo anche gli ulteriori commi, tra cui quello che prevedeva la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale)”.

Il 10 settembre scorso, sostiene l’avvocato, “il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato le linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (D.Lgs. n. 387/2003) in cui detta regole comuni a tutte le regioni e ribadisce che per impianti sotto ad 1 MWe (come quello Texon) il procedimento autorizzativo prevede solo una DIA (oggi SCIA) e cioè la denuncia di inizio attività al Comune di appartenenza? Quali sono le tanto sbandierate vicende oscure prospettate dal Comitato? Su tali dati concreti, incontrovertibili e veritieri dovrebbe solo riflettere e stare tranquilla la cittadinanza”.

“Viene smentita nel modo più categorico – prosegue l’avvocato Mascitti – qualsivoglia particolare accelerazione dell’iter autorizzativo alla costruzione dell’impianto Texon rispetto ad altre pratiche. Semplicemente il Decreto Regionale è pervenuto in tempi accettabili perché la richiesta è stata previamente istruita in modo preciso e completo”.

La Texon ora annuncia querela nei confronti dei responsabili del Comitato Villa Santi perchè sostiene di aver subito danni di immagine dalle loro dichiarazioni. E intenterà una causa di risarcimento danni.

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