SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Sotto processo una donna di origine est europea accusata di aver pagato, con 2 banconote false da 100 euro, coiffeur e prodotti di bellezza in una profumeria del centro. I fatti contestati risalgono a marzo 2008 ma l’indiziata ribadisce la sua estraneità. Nella prossima udienza fissata per marzo 2011, un teste proposto della difesa potrebbe rimettere in discussione l’accusa.

Tutto è nato dalla denuncia di due commercianti che scoprendo il presunto falso non hanno potuto far altro che denunciare il fatto ai Carabinieri. Secondo il militare che ha deposto durante il processo, entrambe le commesse avrebbero denunciato il fatto, e visionato le foto segnaletiche di possibili sospettati in attesa delle verifica delle banconote, ritenute in seguito contraffatte dalle autorità.

In sede di denuncia solo una delle due però avrebbe riconosciuto la donna oggi imputata nelle foto segnaletiche, mentre l’altra a dibattimento avviato ha confermato “face to face” che l’imputata presente in aula sarebbe potuta essere la donna che la ripagò con la banconota falsa.

L’accusata si è ritenuta estranea ai fatti rilasciando dichiarazioni spontanee nella stessa giornata. Al giudice Giuliana Filippello avrebbe riferito che in quella circostanza era impegnata con un agente immobiliare perché alla ricerca di una casa e che mai avrebbe messo piede in quei negozi di bellezza.

Il processo è stato rinviato a marzo 2011 per la deposizione dell’ultimo teste richiesto dalla difesa dell’imputato. Si tratterebbe della titolare dell’agenzia immobiliare che secondo i difensori della donna potrebbe confermare “l’alibi” e, forse, scagionarla dalle accuse.

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