WIKILEAKS. Perché tanto clamore per le rivelazioni di Assange su questioni internazionali che, tra l’altro, tutti i diretti interessati ritengono non sorprendenti? Si tende a minimizzare per paura delle conseguenze? L’eco che è stato dato alla vicenda è fuori luogo? Perché prendersela tanto, se erano tutte cose che già si sapevano?

Perché. In politica specialmente, quello che è, spesso è molto distante da quello che appare. E la cosa è così vera che i giornali devono accontentarsi delle briciole o del gossip quando è utile per demonizzare l’avversario. Quelli che fanno inchieste (più unici che rari) devono dare le prove o usare tanti congiuntivi (la querela incombe spesso come un incubo) per tentare di far arrivare ai cittadini i segreti del palazzo. Segreti (a parte quelli che riguardano la sicurezza) che in politica non dovrebbero esistere perché il compito degli amministratori pubblici è quello di fare gli interessi dei cittadini. E basta. E se fanno gli interessi dei loro “sudditi”, perchè tenerli nascosti?

Semplice. Perchè non fanno generalmente gli interessi delle comunità bensì di caste, lobbie, amici, parenti oltre naturalmente i propri. Nei giorni scorsi è stata presentata la proposta di ridurre i sussidi dei parlamentari e la cosa più strana non è stata quella (scontata) che a favore hanno votato soltanto in 22. La stranezza (si fa per dire) è stata quella che nulla è trapelato dai tantissimi giornali esistenti in Italia, tranne che sulle “newsletter” dell’Italia dei Valori e sul Fatto quotidiano, con il risultato che la notizia è arrivata soltanto all’opinione pubblica di… nicchia. Se Wikileaks rivelasse quello che si sono detti i parlamentari mentre in privato concordavano di bocciare l’emendamento (sicuramente il contrario di quello che dicono pubblicamente)… si sarebbe detto che già si sapeva. E che vor dì? direbbero i romani.

Oggi. La notizia di stamattina, sempre da Assange e soci, di rivelazioni di spionaggio nei confronti di aziende in merito alla costruzione di mega strutture, vorrebbe far credere che è in errore Wikileaks e non chi spiava. Non è così.

Proposta. Ho fatto tempo fa una proposta a proposito di questo argomento e cioè della necessaria trasparenza che dovrebbero avvere le amministrazioni pubbliche in riferimento alla città di San Benedetto del Tronto, che si appresta a tornare alle urne per eleggere il sindaco. Quella di istituire un “assessore alla trasparenza” al quale assegnare il delicato compito di riferire giornalmente ed in modo chiaro, netto ed inequivocabile, le decisioni prese dalla Giunta comunale o dal solo sindaco con le dovute motivazioni. Su tutti gli argomenti, nessuno escluso.

E no! Qualcuno disse che scoprivo l’acqua calda: perché lo dice la Legge che ogni cittadino ha la possibilità di informarsi e verificare ogni decisione del Comune. E’ vero ma è vero anche che l’impresa non è semplicissima anzi c’è il serio rischio di far “arrabbiare” qualche funzionario perché non ha tempo da perdere. C’è il sito del Comune? E vero anche questo, come è vero che i cittadini più esperti hanno difficoltà tali che, per ricavarci qualche informazione, devono perderci un bel po’ di tempo. Non sarebbe molto più semplice se un assessore delegato alla trasparenza riferisse immediatamente ai giornali quanto deciso, quanto detto e perché, nelle stanze dei bottoni?

Tecnica. Adottando la stessa “tecnica” con le dovute proporzioni a livello mondiale, Assange e chi per lui, resterebbero senza lavoro. Un lavoro che, alla luce da quanto da me esposto, così sporco non è. I cittadini del mondo, infatti (se nessuno è in grado di smentire Assange) dovrebbero pagarlo per il suo importante ruolo di assessore alla trasparenza mondiale.

L’avvocato del diavolo direbbe: la polizia di tutto il mondo gli sta dando la caccia non per le rivelazioni ma perchè pare abbia commesso abusi sessuali. Se fosse così, se le sue sono rivelazioni utili e non ovvietà o bugie, se le stesse non fanno paura a nessuno, perché non trattarlo come un comune maniaco sessuale che non mi pare così unico nel panorama locale e mondiale. Avrebbe colpe gravissime e meriterebbe l’ergastolo ma cosa c’entrano con quello che dice?

Chiudo con una definizione: “L’ opacità (che governa il mondo ndd) è il contrario della trasparenza, un oggetto opaco non rivela nulla di ciò che ha sotto”. E a chi cerca di schiarire… peste lo colga, per dirla alla Amedeo Nazzari (grande attore italiano  degli anni ’50).

Internet. Ritengo la Rete un’invenzione grandissima ma anche pericolosissima che necessita di alcuni lucchetti. Ma non sulla sua capacità di far sì che, insieme alle intercettazioni telefoniche, renda visibile ciò che dovrebbe essere visibile e non lo è. La stragrande maggioranza della popolazione mondiale non teme internet e/o intercettazioni, i furbi, gli arroganti e i criminali sì.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 107 volte, 1 oggi)