SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Questa maggioranza non è alla canna del gas, ci mancherebbe, ma il sottosuolo sambenedettese in vendita all’oscuro dell’intero Consiglio Comunale è un’altra gatta da pelare per il sindaco Gaspari, che comunque anche ieri, nell’incontro coi residenti di Marina di Sotto, ha compiuto un altro passo potenzialmente a suo favore rispetto agli altri concorrenti (lui è sindaco in carica, può presentare progetti elaborati dai tecnici comunali, anche se forse, dopo cinque anni, più che progetti in molti aspettavano opere: chissà quale sentimento prevarrà, alla fine).

Ma questa del gas è notizia politico-giornalistica troppo interessante, e Gaspari sembra cercare nuove toppe ma la coperta appare sempre corta, alla fine: “Pensate che sia uno sciocco?” Nessuno, naturalmente, lo pensa. Ma a fronte di (forse) 500-600 comunicati stampa e conferenze e presentazioni inviateci da agosto ad oggi, forse mandarne uno che illustrava il contenuto della Conferenza di Servizi dello scorso 23 settembre, sarebbe stato doveroso? Avremo, se il tempo sarà dalla nostra, la pazienza di contarli, e di renderne conto. Così come avremo la pazienza di capire cosa è accaduto in altre città dove la terra è servita per stoccare del gas. Tanto gas.

Intanto la sinistra di Rifondazione Comunista e di Sel ha segnato la sua trincea anti Gas-pari. Scrive Sel: “Il sostanziale occultamento della vicenda relativa al deposito di gas nel quartiere Agraria, con il sindaco tra l’altro palesemente smentito dal presidente della Riserva Sentina, è solo l’ennesima prova del fatto che più si avvicinano le elezioni e più il primo cittadino sembra terrorizzato da un reale confronto con la città, mentre è proprio in vicende come questa, che il sindaco dovrebbe svolgere un ruolo di tutela e garanzia dei cittadini, evitando inutili allarmismi da un lato, e dall’altro mostrando piena consapevolezza dei problemi della città”. E di qui l’ennesimo rifiuto di una collaborazione elettorale: “Siamo da tempo oggetto di inconsistenti appelli all’unità del centrosinistra. E’ chiaro però che questi appelli, se non si accompagnano a reali e radicali mutamenti nel modo di amministrare la cosa pubblica e nel rapporto con i cittadini, saranno purtroppo destinati a cadere nel vuoto”.

Rifondazione, invece, sta producendo dei manifesti da affiggere all’Agraria: “500 milioni di metri cubi di gas sotto il tuo quartiere, e nessuno sa nulla. Grazie al nostro lavoro di ricerca abbiamo stanato Gas Plus, grazie al silenzio di Gaspari invece non potranno presentare osservazioni, poiché il termine è scaduto il 30 novembre. Gaspari e Canducci dovevano gestire la cosa in maniera diversa, per questo vogliamo una assemblea pubblica”.

Ma Rifondazione si spinge oltre: “L’amministrazione Gaspari ha il dovere di pretendere che la società versi una quota dei suoi introiti al Comune e che la somma sia destinata al risanamento dell’area secondo le indicazioni dei cittadini residenti”.

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