SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ma quale silenzio studiato”. Giovanni Gaspari respinge nuovamente ogni critica relativa alla mancata comunicazione sul mega-impianto di stoccaggio di gas metano (gestito dalla società Gas Plus Spa) che dovrebbe sorgere nelle profondità del quartiere Agraria e azzera le accuse di un mutismo volontario in vista della futura campagna elettorale.

“Pensate che sia così sciocco da poter ipotizzare che da settembre a maggio la vicenda non sarebbe emersa?”, tuona il sindaco. “Qui non ci troviamo di fronte alla Mega Variante. Quello è un progetto mio e ci metto la faccia, questo no. Ribadisco che qualora non mi convincesse, sarei il primo ad aderire a comitati di protesta. Affermare il contrario è sintomo di miopia politica”.

Resta comunque il dubbio sul perchè da fine luglio (data in cui le autorità locali ricevettero lo studio di impatto ambientale) ad oggi l’argomento sia stato tenuto nel cassetto, nonostante una Conferenza dei Servizi del 23 settembre a cui partecipò pure il Comune, per poi esplodere guarda caso a poche ore dalla conferenza stampa di denuncia organizzata dagli esponenti di Rifondazione Comunista. Un disagio emerso persino in un’intervista concessa da Lina Lazzari a Riviera Oggi (in edicola da martedì prossimo), nella quale la consigliera del Partito Democratico confessa di non sapere nulla della vicenda e di aver appreso informazioni esclusivamente dai giornali.

Il consiglio comunale non c’entra nulla in questa faccenda”, taglia corto il primo cittadino. “Capisco che ci si voglia sentire al centro del mondo, ma l’iter spiega esattamente che l’obbligo esiste solo nei confronti della cittadinanza e in questo senso io ho immediatamente contattato la Regione per chiederle quando i tecnici vorranno illustrare il piano”. Sulla tempistica d’intervento invece Gaspari è preciso: “La lettera a Palazzo Raffaello l’ho spedita giovedì (2 dicembre, ndr). Non so cosa sospettano gli altri, so quello che ho fatto io. Di certo non l’ho scritta a chiamata. Siamo solo in una fase preliminare e la scadenza del 30 novembre per presentare le osservazioni era indicativa, non perentoria”.

A rappresentare San Benedetto alla Conferenza dei Servizi di fine estate c’era il dirigente comunale Germano Polidori, che tuttavia al momento non è in grado di dire la propria sulla questione: “Non posso dare una valutazione completa, però ho maturato la convinzione che si tratti semplicemente di reimmettere artificialmente del gas nelle cave a distanza di venti anni. Bisogna esaminare i rischi e confrontare i casi simili che se non erro in Italia vantano appena un precedente”.

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