SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prosegue il braccio di ferro tra Giovanni Gaspari e Regione Marche in merito alla concessione delle deroghe per l’apertura domenicale dei negozi sambenedettesi. Nell’incontro avvenuto giovedì tra l’assessore regionale al Commercio Antonio Canzian e i sindaci dell’Anci marchigiana, il primo cittadino rivierasco ha infatti ribadito il concetto secondo cui alle località di confine (con l’Emilia Romagna, ma soprattutto con l’Abruzzo) dovrebbe essere destinato un trattamento di ‘favore’ in virtù alle regolamentazioni vigenti nei territori limitrofi.

“Non capisco come mai ogni Comune non possa decidere per sé”, sbotta il sindaco. “Perché deve essere Ancona a dirci come comportarci? Da noi il tetto massimo è fissato a 28 giornate annuali per gli esercizi fuori dai centri storici, mentre in Abruzzo il limite è addirittura a quota 42”.

In subordine, le amministrazioni proporrebbero di alzare gradualmente l’asticella, chiedendo di arrivare almeno a 33-35 deroghe complessive. “All’assessore – conclude Gaspari – chiediamo solo di usare il buonsenso, che è il primo requisito di ogni legge”.

Per le città “ribelli” le multe previste si aggirano dai 10 ai 60 mila euro. Un rischio che San Benedetto vorrebbe evitare di correre.

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