SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chiamiamolo Bilancio Sonnacchioso, altro che partecipato. E anche bipartisan, perché Regione Marche, Provincia di Ascoli Piceno e Comune di San Benedetto, in questo caso, si sono ritrovati a braccetto. Nel sonnecchiare. Dello stoccaggio dei 500 mila metri cubi di gas nel sottosuolo di San Benedetto – dell’Agraria, per la precisione – se ne parlava da anni.

All’ottobre 2006 risalgono i primi articoli di questo giornale. Ma tra dire e il fare c’è di mezzo il mare. Così il caso dello stoccaggio a tre chilometri di profondità, tornato di attualità dopo la denuncia di Rifondazione Comunista, approda alle calme acque di Palazzo Raffaello, in Consiglio Regionale.

I “rompiscatole“, anche stavolta, sono due della sinistra radicale (il gioco è facile, si dirà), Raffaele Bucciarelli di Rifondazione Comunista e Massimo Binci di Sinistra Ecologia e Libertà, che hanno presentato una interrogazione a risposta orale urgente nei confronti del Presidente della Regione Gianmario Spacca in merito ai motivi per cui non è stata data preventiva comunicazione alla popolazione dello stoccaggio di Gaz France-Acea e Gas Plus.

In merito al riutilizzo di “cavità sotterranee ormai esaurite” e “l’escavazione di nuovi pozzi allo scopo di immagazzinare fino a 500 milioni di metri cubi di gas metano, circa il 5% della capacità di stoccaggio nazionale” per un “investimento di circa 100 milioni di euro, nelle vicinanze del centro abitato, dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria Ascoli-San Benedetto”, Bucciarelli e Binni fanno notare che:

– “l‘iter autorizzativo prevede comunque competenze della Regione Marche, della Provincia di Ascoli Piceno e di altri organismi (Arpam, Autorità di Bacino del Tronto, Genio Civile)”,

– e che “la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale prevede la possibilità per i soggetti singoli o associati di presentare istanze, osservazioni o pareri da rendere in forma scritta entro 60 giorni dalla pubblicazione di un apposito avviso sugli organi di stampa” (avvenuto su IlSole24Ore e Corriere Adriatico il 5 agosto 2010).

I due consiglieri di opposizione chiedono al presidente Spacca “a che data risalga la comunicazione da parte dell’Amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto, a quanto emerso da dichiarazioni stampa, in base alla quale la stessa si rendeva disponibile ad un incontro con la cittadinanza e se il competente Servizio della Giunta regionale abbia sollecitato l’Amministrazione comunale di San Benedetto affinché venisse organizzato un momento pubblico di presentazione del progetto in tempi utili alla formulazione delle istanze, osservazioni e pareri di cui sopra”.

Bucciarelli e Binni chiedono, ad ogni modo, perché “la Regione non abbia provveduto autonomamente, come peraltro avvenuto in passato in situazioni analoghe, a realizzare, nei tempi previsti dalla procedura, la presentazione pubblica del progetto”, e, infine, “se la Giunta intende intervenire per sanare i ritardi nell’informazione alla cittadinanza al fine di garantire quella partecipazione che la stessa procedura di Valutazione Impatto Ambientale auspica e tutela”.

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