SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Wikileaks non piace ai governi, si era capito. Negli Stati Uniti d’America la questione è più sentita che altrove per via del fatto che i documenti riservati, oggi di dominio pubblico, sono nella maggior parte provenienti da organismi diplomatici americani. Quindi che si fa? Pronta una legge.

Joseph Lieberman, senatore del Connecticut appartenente allo schieramento dei Democratici, giovedì 2 dicembre ha proposto un testo normativo che considera reato federale pubblicare i nomi degli informatori usati dai militari e dall’intelligence degli Usa. Si tratta di una proposta bipartisan, infatti tra i primi firmatari si trovano anche i senatori repubblicani John Ensign e Scott Brown.

Shield act è il nome in codice della proposta (non scelto casualmente poiché shield significa scudo, ndr) di Lieberman che dichiara: “La diffusione che recentemente ha dato Wikileaks ai migliaia di documenti riservati del Dipartimento di Stato è solo l’ultimo esempio di come i nostri interessi di sicurezza nazionale, gli interessi dei nostri alleati e la sicurezza dei dipendenti pubblici e di innumerevoli altri individui sono compromessi dal rilascio illegale di informazioni riservate e sensibili. I nostri uomini all’estero, alleati e fonti di intelligence, devono avere la certezza che le loro vite non saranno messe in pericolo da chi ha programmi diversi, siano essi americani o meno e il nostro Governo deve mettere in chiaro che rivelare l’identità di questi individui non può essere tollerato. Questa legislazione serve a poter incriminare coloro che mettono in pericolo le fonti di informazioni vitali per proteggere i nostri interessi di sicurezza nazionale”.

Anche il Procuratore generale degli Stati Uniti Eric Holder ha recentemente dichiarato: “Nella misura in cui vi siano delle lacune nell’ordinamento, ci muoveremo per eliminarle”. Sicuramente la legge Shield andrà in questa direzione modificando un testo esistente e attualmente in vigore in materia di spionaggio e di fatto estenderà la tutela già prevista per le comunicazioni e la crittografia e permetterà di incriminare Julian Assange, il signor Wikileaks.

Le democrazie europee seguiranno l’esempio? La libertà di stampa è ufficialmente in pericolo?

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