SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sandro Marzetti, dottore in agraria e imprenditore agricolo operante nella gestione del verde pubblico e privato, ha inviato a Riviera Oggi un testo informativo riguardante il punteruolo rosso, basato sulle sue conoscenze ed esperienze.

L’agronomo paragona i vari metodi finora utilizzati in Riviera, abbattimento, potatura a corolla dopo aver verificato anche la validità dell’endoterapia (iniettare dei principi attivi all’interno del tronco) e l’utilizzo delle microonde e l‘intervento chimico o biologico.

“Dei metodi di lotta analizzati – spiega l’agronomo – certamente il migliore risulta l’intervento esterno alla corona attraverso il versamento di soluzione insetticida, sia in formulazione chimica che biologica. Tale preferenza è motivata da fattori di convenienza economica e di efficacia in termini prevenzione-disinfestazione”.

Sandro Marzetti parte dal presupposto che ad attirare il coleottero maschio siano i cairomoni, sostanza emessa dalla palma, soprattutto in presenza di “ferite”, provocate dalla potatura, dove la femmina depone le uova. L’attacco alla palma, secondo l’agronomo, avviene proprio sulla corolla della pianta alla base delle foglie, dove il punteruolo costruisce un bozzolo con i residui fibrosi della palma, fino a quando le foglie crollano.

A questo punto secondo il metodo sperimentato da Marzetti, bisognerebbe asportare solo le foglie che hanno ceduto alla base, triturarle meccanicamente in sito, perché un eventuale spostamento potrebbe favorire la fuga dei punteruolo e versare l’insetticida, alla sommità. Il ciclo è formato da quattro trattamenti per un costo medio di 300 euro.

“È un programma di intervento – conclude  Marzetti – ampiamente sperimentato e utilizzato in tutto il mondo e testato da me, solo con modalità chimico, però non è autorizzato dalla legge regionale”.

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