ROMA – Proteste in tutta Italia contro la riforma dell’Università del Governo Berlusconi, in discussione alla Camera questo pomeriggio, martedì 30 novembre, per l’approvazione. E in molti casi le proteste si sono trasformate in scontri aperti contro le forze dell’ordine, tanto che il Partito Democratico, in Aula, ha chiesto al Ministro dell’Interno Maroni di riferire di quanto sta accadendo in Italia e nelle vicinanze di Montecitorio.

A Roma, ma anche Milano e Bologna ci sono zone “blindate”. Anche a Teramo gli studenti hanno occupato radio Ateneo. A Milano, a mezzogiorno, una decina di studenti hanno tentato di irrompere dentro il Comune, distaccandosi dal corteo. A Palermo circa settemila studenti hanno bloccato il corso Calatafimi e poi chiuso i varchi verso il porto. Ma le notizie riguardano tutte le principali città italiane, e sono ancora confuse per quel che riguarda Roma e Bologna, mentre a Napoli, al passo con la cronaca di questi giorni, sono state gettate uova e immondizia contro la sede dell’Unione degli Industriali, mentre alcune centinaia di studenti hanno bloccato la Salerno-Reggio Calabria, e migliaia di universitari bolognesi, invece, hanno bloccato l’ingresso dell’A14. Un ferito a Genova nei tafferugli, altri incidenti anche a Bologna. Anche a Parigi, all’arco di Trionfo, è stato issato uno striscione di protesta degli studenti italiani.

A Roma, dicevamo, la situazione è precipitata a fronte di 50 mila studenti che manifestano, inizialmente diretti verso Montecitorio, hanno trovato la strada sbarrata da alcuni blindati, e, dopo esser andati verso piazza Venezia scandendo slogan ironici nei confronti di Berlusconi (“Siamo tutti nipoti di Mubarak”), attorno all’una si sono nuovamente diretti verso Montecitorio, molti con caschi e sciarpe a protezione del volto.

Dalle 15:30 alle 16 culmine della tensione a Roma, con gli studenti che hanno tentato di ribaltare due blindati. Ci sono state contro-cariche e lancio di fumogeni, con alcuni studenti fermati dalla polizia. Alcuni feriti anche tra le forze dell’ordine mentre gli studenti minacciano: “E’ come Genova, violeremo la zona rossa”.

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