ROMA – E’ morto nella serata di lunedì a Roma Mario Monicelli. Il regista toscano si è ucciso intorno alle 21 lanciandosi dalla finestra del reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni dove era ricoverato per un tumore alla prostata.

Nato a Viareggio nel 1915, Monicelli fu a tutti gli effetti il padre della commedia all’italiana, assieme ai colleghi Dino Risi, Luigi Comencini e Steno. Diresse 66 pellicole e scrisse più di 80 sceneggiature.

Fra i suoi successi, “Guardie e ladri” (due premi a Cannes nel ’51), “I soliti ignoti” (che ottenne una nomination all’Oscar), “La Grande guerra” (Leone d’Oro a Venezia), “L’armata Brancaleone”, “Amici miei”, “Un borghese piccolo piccolo” ed il cinico “Parenti serpenti”.

La fine di Monicelli va a legarsi a doppio filo a quella del padre Tommaso, noto giornalista e scrittore antifascista che decise di farla finita nel 1946. A tal proposito Mario – che ritrovò il corpo – dichiarò: “Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita. Sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta, se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 387 volte, 1 oggi)