MARTINSICURO – No all’immagine della donna-oggetto a Martinsicuro. Il Partito Democratico scende in campo nella battaglia contro i manifesti pubblicitari lesivi della dignità della donna e lo fa presentando un ordine del giorno che si discute nel Consiglio comunale di lunedì 29 novembre (ore 17).

L’intento del circolo locale è quello di ripulire la città da tutte quelle affissioni che ritraggono donne seminude o in atteggiamenti ambigui, considerate oggetto di piacere e non piuttosto persone pensanti. Perché, si sa, nella pubblicità un bel volto femminile, meglio se con un corpo messo in mostra, contribuisce ad attirare l’attenzione sul prodotto da promuovere.

Niente più, quindi, ragazze svestite che ammiccando promuovono night-club e centri estetici, o donne scollacciate che, pubblicizzando articoli vari, lasciano passare un messaggio distorto e portano ad una mercificazione del corpo femminile.

“Non siamo bacchettoni – spiega Mauro Paci a chi ha mosso queste accuse – quanto piuttosto decisi a tutelare la figura e la dignità della donna, che non deve essere trattata come un oggetto”. Il punto all’ordine del giorno presentato dal Pd vuole fissare dei criteri sulle immagini pubblicitarie da diffondere a Martinsicuro, a cui dovrà poi attenersi l’Aipa, la società che ha in gestione le affissioni pubblicitarie sul territorio. Si vuole così porre un freno al proliferare di manifesti e volantini che ritraggono donne seminude. “E’ una tendenza – aggiunge Paci – che nasce da un’assoluta leggerezza dovuta all’ignoranza. Per questo all’inaugurazione della nostra nuova sede abbiamo iniziato una raccolta i firme in favore di questo ordine del giorno che lunedì sarà discusso in Consiglio”.

Il tema molto probabilmente darà adito ad un acceso dibattito, così come molti altri argomenti previsti all’ordine del giorno. Tra punti in discussione lunedì ci sono l’assestamento generale di bilancio 2010, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, la realizzazione del sottopasso in via Colombo, la programmazione triennale dei Lavori Pubblici, la privatizzazione dell’acqua.

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