SAN BENEDETTO – Primari, un reparto di Neurochirurgia che finalmente dovrebbe partire, una partecipazione economica dell’Asur per la realizzazione di una nuova residenza intercomunale per pazienti autosufficienti ma affetti da disagi psichici.

L’assessore ai servizi sociali Loredana Emili è reduce dall’incontro anconetano con i vertici del sistema sanitario pubblico. “L’esito è stato positivo – afferma rassicurante – si è stabilito un cronoprogramma importante, per evitare di far scivolare le scadenze nel tempo”.

Uno sguardo al contesto che precedeva l’incontro: persino i sindaci di centrosinistra mettono da parte le solidarietà di partito di fronte a un sistema sanitario, quello marchigiano, virtuoso nel suo insieme secondo i dati, ma che indubbiamente tiene il Piceno come fanalino di coda. Un sistema, per giunta, che attende drastici tagli derivanti dagli aggiustamenti dei conti dello Stato.
“Con i tagli lineari saremmo penalizzatissimi più di altri, ma la zona 12 deve invertire la rotta, razionalizzare le spese, ok, ma senza essere penalizzati più di quanto non lo siamo stati finora”. 

Primari: al “Madonna del Soccorso” come noto ne mancano sette (chirurgia, pediatria, ortopedia, gastroenterologia, laboratorio analisi, fisioterapia dal primo dicembre, neurologia dopo il pensionamento del dottor Curatola). Da Ancona si ribadisce che entro dicembre si farà la nomina per chirurgia, poi ortopedia attenderà  i primi di gennaio. Gli altri reparti? Grande punto interrogativo. Probabilmente ci saranno nomine in Area Vasta, cioè dirigenti medici che opereranno fra l’ospedale di Ascoli e quello di San Benedetto.

Neurochirurgia. Afferma la Emili: “Entro dicembre partono le procedure di concorso per assumere due neurochirurghi, in modo da evitare il ricorso a consulenze esterne. Speriamo che non si torni indietro dal progetto di istituzione di un reparto che può dare lustro al nostro ospedale”.

Per Curatola sono sempre più strette le strade verso una sua collaborazione come consulente esterno, non per mancanza di volontà ma per difficoltà inerenti al suo pensionamento già in essere.

Strutture sociosanitarie, riabitative, Rsa per anziani. Afferma la Emili: “Abbiamo chiesto che la Regione vada a compiere una nuova regolamentazione su tutto il territorio, e apra a San Benedetto una comunità di alloggio per il disagio psichico, ne abbiamo parlato con l’Asur, abbiamo individuato la sede in via Manara vicino al mattatoio, e abbiamo richiesto alla Regione una compartecipazione, che può essere un contributo economico alle dotazioni strumentali o al pagamento del personale”.
La struttura, spiega l’esponente Pd, vedrà la compartecipazione economica anche dei Comuni limitrofi, sarà ospitata in un piano terra preso in affitto e ospiterà 24 ore su 24 dei pazienti autosufficienti ma affetti da disagi mentali.
Dicono la Emili e il suo braccio destro amministrativo, il consigliere comunale Sergio Pezzuoli: “Anche su questo fronte, e l’assessore regionale Mezzolani lo ha riconosciuto, siamo una delle zone meno attrezzate di servizi”. 

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