SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospitiamo un intervento di Tonino Armata in merito all’incontro sui temi urbanistici che si è avuto martedì 23 novembre al teatro Concordia di San Benedetto tra il sindaco e i cittadini.

Fermate il mondo, vogliamo parlare. La protesta ha avuto facilità a trovare il bersaglio: il potere si traveste, cambia faccia, ma non l’arroganza davanti a quelli che contestano di formulare le domande su un foglio di carta invece dell’intervento direttamente dal microfono. Tutto ciò è successo martedì 23 novembre al Teatro Concordia, alla presentazione delle politiche in materia di sviluppo urbanistico della città che l’Amministrazione comunale ha programmato. Perché è successo il parapiglia? Perché entrando al Concordia i sambenedettesi, si sono trovati davanti ad un tavolo con i moduli da riempire per fare le domande al sindaco per poi avere le risposte dopo la presentazione. Com’è possibile una cosa del genere? Che cosa avrebbero potuto chiedere i cittadini al sindaco senza sapere cosa avrebbe detto? Perché non facilitare la dialettica diretta in modo democratico?

Caro sindaco, che cosa vuol dire esattamente democrazia? Quali sono le condizioni necessarie per renderla possibile? La bellezza della democrazia non è pensare la negazione degli altri. Noi e gli altri possiamo e dobbiamo convivere. È legittimo che a lei caro sindaco (come ad altri del clancrazia) non piacciano gli interventi dei cittadini in un’assemblea pubblica. Ritengo meno comprensibile se non grave pretendere che i cittadini siano considerati carne da macello, non valgono niente e che siano cancellati dalla discussione.
Modestamente penso che nel nostro territorio, prima della maxi variante, dobbiamo privilegiare la riqualificazione dell’esistente; permettendo nuove edificazioni unicamente in aree destinate alla costruzione di case di edilizia popolare.

Penso anche che si debba salvaguardare il territorio e per questo riaffermo la mia contrarietà alla realizzazione della circonvallazione, poiché ritengo che si tratti, nel concreto, di uno spreco di denaro pubblico che in un momento di grave crisi economica, potrebbe essere impiegato nel Welfare, per le famiglie che vivono gravi situazioni economiche e sociali; dico anche non sono accettabile le tante varianti e che si deve approvare al più  presto il piano regolatore e che il territorio collinare deve essere salvaguardato dall’Amministrazione poiché rappresenta un bene di tutti i cittadini, residenti e non. Inoltre, ritengo che i cittadini possano e debbano prender parte alla politica e alle scelte dell’amministrazione in modo reale e concreto tramite la democrazia partecipata e il bilancio partecipativo.

Alla cementificazione della città, propongo il potenziamento dei servizi sociali a sostegno dei bambini, dei giovani, delle donne, degli anziani, dei diversamente abili e degli immigrati con l’obiettivo di creare servizi e centri culturali-interculturali volti a migliorare l’integrazione e la qualità della vita di tutte queste fasce di popolazione.

E ancora, propongo il sostegno economico e sociale per quanti hanno perso il lavoro anche per mezzo di tariffe agevolate, esenzioni, anticipazione della cassa integrazione non ancora erogata; sono per disincentivare il più possibile l’utilizzo dell’auto privata, per mezzo del miglioramento dei trasporti pubblici, vuoi per gli autobus e le navette non inquinanti, per realizzare uno spostamento davvero più facile all’interno della città, vuoi con lo sviluppo ragionato del mezzo ferroviario: un treno come mezzo principale per raggiungere San Benedetto del Tronto.

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