ASCOLI PICENO – “L’etica nella politica è innanzitutto il rispetto della volontà degli elettori”. È stato questo uno dei punti salienti dell’intervento tenuto ieri sera, 26 novembre, all’Auditorium della Fondazione Carisap di Ascoli, dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Dopo i ringraziamenti del sindaco di Ascoli, Guido Castelli, del presidente della provincia, Piero Celani, e di Luca Vignoli, consigliere provinciale del Pdl, il moderatore Mirko Petracci, consigliere Pdl al Comune di Ascoli, ha dato la parola a Giulio Natali, consigliere della Regione Marche in quota Pdl e promotore di questa serata.

Di fronte a una platea gremita, Natali ha sottolineato la grande “voglia di politica della gente” e l’apprezzamento suscitato da Alemanno in tutti gli incontri della giornata in giro per le Marche, a conferma del fatto che “quando la politica è servizio e sa dare risposte ai fatti e ai problemi nazionali ed europei, gli elettori non cambiano idea”.

Il richiamo alle attuali lacerazioni nel centro-destra è stato il filo conduttore della serata, e Natali non ha risparmiato parole forti, invocando “neanche disprezzo, ma solo indifferenza” nei confronti di coloro che hanno rinnegato idee e convincimenti, ma soprattutto i valori della destra, primo fra tutti quello di “non tradire mai”.

Da parte sua, Alemanno ha esordito definendo “negativa e preoccupante” l’immagine di Bersani e, a maggior ragione, di Fini, arrampicati sul tetto della facoltà di Architettura di Roma per manifestare solidarietà ai dimostranti contro la riforma dell’università, e fatto riferimento più volte alla data del 14 dicembre, quando il Parlamento sarà chiamato a rinnovare, o a negare, la fiducia al governo Berlusconi. “O si ottiene una fiducia che consenta di governare, oppure si vada al voto: che siano gli elettori a decidere e non il Palazzo”.

Tanti i temi toccati nel corso dell’intervento, dalla centralità della famiglia, da tutelare facendo del coefficiente familiare uno dei cardini della riforma fiscale, alla difesa del valore della vita “contro ogni logica eutanasica”; dall’immigrazione, che deve essere accoglienza ma anche rigore nel pretendere il rispetto delle leggi e della cultura italiane, all’attualissima questione del lavoro. Secondo Alemanno, “l’etica significa fare economia reale e non un’economia di carta accompagnata da finanza astratta”, ma per rilanciare l’occupazione in Italia serve “un’alleanza fra lavoratori e imprese senza condizionamenti ideologici”.

Ampio spazio dedicato anche al federalismo, che non divide, ma anzi ha “salde radici nell’unità nazionale” e mira alla pace fra le identità locali e l’identità nazionale: “la grande patria si fonda sulla piccola patria”, ha affermato Alemanno.

Il sindaco di Roma ha ricordato i benefici del federalismo fiscale, come la possibilità di trattenere sul territorio parte del gettito fiscale, ma anche gli obblighi di trasparenza e la maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali, per i quali sarebbe prevista l’ineleggibilità in caso di gestione fallimentare degli enti loro affidati.

Presentato come un convegno, per i toni, la gestualità e i contenuti l’evento ha avuto, in realtà, tutto il sapore di un comizio elettorale. Forse ci si sta preparando

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