MONTEPRANDONE – E’ ormai un consigliere di minoranza (“autonomo“, si autodefinisce): Stefano Barbizzi, dopo essersi dimesso da consigliere delegato al Turismo, continua la sua critica all’amministrazione Stracci, e risponde, a sua volta, alle parole dell’assessore Pacifico Malavolta.

Ad esempio, per quanto riguarda lUfficio Postale del centro cittadino, “chiuso ogni lunedì dal mese di giugno: scelta inaccettabile per i cittadini che, oltre a sopportare questo disagio, temono una riduzione dei servizi in futuro, l’unico gesto che il sindaco Stracci ha ritenuto opportuno spendere è stato scrivere il solito comunicato per pubblicizzare, stavolta, una lettera inviata alle Poste per segnalare il problema (altro che politica del fare…)”.

“Il signor sindaco – continua Barbizzi nella nota – non può scegliere se comportarsi da cittadino o da sindaco in funzione di quello che è più comodo per la sua immagine. I cittadini hanno il diritto di denunciare disfunzioni nei servizi al pubblico, il sindaco ha il dovere di trovare delle soluzioni, senza finzioni e senza slogan autocelebrativi. La chiusura della lettera inviata a Poste Italiane non fa che esprimere il modo di affrontare i problemi da parte di questo sindaco il quale “si rende disponibile ad un incontro” quando, nell’interesse di chi si rappresenta, l’unico gesto necessario sarebbe bussare alla porta della dirigenza delle Poste ed esigere il ripristino immediato di un servizio inaccettabilmente negato”.

Barbizzi poi critica alcune scelte in ambito turistico: “C’è chi preferisce scendere dalla poltrona per ragioni più piacevoli e forse più “utili” come partecipare ad una fiera del turismo a Rimini insieme ad un solo imprenditore turistico del posto (in rappresentanza di chi?), con al seguito l’immancabile addetto stampa per girare uno dei soliti video autopromozionali ormai tristemente noti a noi monteprandonesi. Cosa è stato promosso alla fiera, oltre al Sindaco? Quale interesse collettivo è stato promosso oltre a quello individuale di pochi?”

“I soldi dei cittadini vanno utilizzati in vista di un ritorno per la collettività. Ciò non è avvenuto lo scorso anno con la fiera di San Giacomo della Marca che ha comportato una spesa pari a 30 mila euro. Poiché la comunità ha il diritto di chiedere il conto dei risultati prodotti, oltre ad un “abbellimento” della fiera e alla processione con i gonfaloni, la risposta è nessuno o comunque risibili e fallimentari, a fronte di quanto speso”, termina Barbizzi in merito alle polemiche con il sindaco.

BARBIZZI VS. MALAVOLTA In risposta all’intervista a noi rilasciata dall’assessore allo Sviluppo Economico di Monteprandone, il consigliere comunale scrive: “Buona l’idea della rete delle città di San Giacomo, tuttavia è inutile allestire una rete di comuni se poi non si hanno le capacità organizzative necessarie per creare con loro un piano strutturale che possa generare un reale vantaggio per la comunità di Monteprandone: nessun flusso commerciale o nessun flusso turistico tra i paesi coinvolti”.

“Una risposta, per quanto non necessaria, all’assessore Pacifico Malvolta il quale si affanna a ripetere che “ho fatto tutto da solo”. Non so dove fosse con i pensieri durante le varie adunanze di maggioranza quando lamentavo l’assenza di fondi per progettare seriamente le minime attività nell’area che avrebbe dovuto essere di mia competenza (fondi che per l’area Cultura di competenza del sindaco prevede per il 2010 oltre 100 mila euro di spesa) o denunciavo l’apparenza di condivisione e di collaborazione che si ostentava strenuamente negli eventi pubblici ma che scompariva lontano dalle telecamere e dalle penne dei giornalisti” ribatte Barbizzi.

C’è poi il tema delle sagre, anche questo toccato da Malavolta: “Mi preme far notare che oggi chiunque si svegli e ne abbia interesse può inventare indisturbato una finta specialità culinaria locale ed organizzare una sagra come se esercitasse un diritto inviolabile e assoluto. Proprio per questo credo che un regolamento che disciplini lo spuntare indiscriminato di nuove sagre sia necessario, e non a difesa dell’interesse dei singoli ristoratori (come fa comodo far credere) ma soprattutto a tutela dell’immagine di questo Comune. Reputo inoltre poco seri gli atteggiamenti “scaricabarilistici”, nonché falsi, come scansare il problema perché di competenza regionale. Conosco e condivido le difficoltà delle associazioni (non solo quelle sportive) che operano con dedizione ed impegno nel nostro territorio per perseguire scopi meritevoli e a loro va il mio plauso, ma ritengo doveroso impedire che ogni associazione inventi una nuova sagra o, peggio, che si finisca con l’inventare nuove associazioni per legittimare la creazione di ulteriori sagre. In questo modo si screditerebbe il mondo dell’associazionismo il cui prestigio gode di garanzia costituzionale”.

E infine la conclusione: “Sorrido amaramente nel rilevare la forte attenzione mostrata dall’assessore Malavolta verso i conti delle società sportive a dispregio di quelli delle attività commerciali e produttive. Forse il signor Malavolta è un po’ confuso sul significato della sua delega “commercio e attività produttive” oppure la sua incertezza non fa che testimoniare che in questa maggioranza non vi sia una corrispondenza effettiva fra ciò che appare e ciò che invece è”.

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