SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È grande come l’unghia di un bambino il chip  sviluppato da Andreas Demosthenous, professore presso la University College di Londra e capo del gruppo di ricerca in bio-ingegneria che annovera scienziati provenienti dall’Università di Friburgo (Germania) e dall’Istituto Tyndall di Cork (Irlanda). L’annuncio è stato dato lo scorso 22 novembre e ha già fatto il giro del mondo.

L’invenzione consiste in un elettrostimolatore di ridottissime dimensioni che è in grado di “stimolare più gruppi muscolari di quanto sia attualmente possibile con le attuali tecnologie, poichè un certo numero di questi dispositivi può essere impiantato nel canale spinale”. Lo dichiara Demosthenous che continua:  “La stimolazione di più gruppi muscolari significa che i pazienti possono eseguire i movimenti adatti a svolgere la riabilitazione”.

La portata della novità consiste proprio nelle dimensioni. Fino ad oggi gli elettrodi venivano applicati sulle gambe e poi connessi ad uno stimolatore esterno. Questa procedura si è rivelata inadatta ad un utilizzo giornaliero, infatti poche persone con danni alla colonna vertebrale la utilizzano.

Con il nuovo chip sono state superate le limitazioni di questi dispositivi fino ad oggi utilizzati grazie all’impiego della più recente tecnologia laser. Il laser è stato sfruttato per ricavare dei minuscoli elettrodi da un foglio di platino, ai quali viene poi data una forma tridimensionale che assomiglia alle pagine di un libro. Per questo il nomignolo che è stato dato a tali dispositivi è Active book. Dunque le pagine cingono le radici nervose e sono saldate ad un chip di silicio chiuso ermeticamente contro eventuali infiltrazioni d’acqua che potrebbero corrodere i componenti elettronici.

“L’Active book potrebbe giovare anche ad altre funzioni di recupero muscolare, come nel caso dell’incontinenza, contribuendo alla stimolazione dei muscoli della vescica” conlude il professore inglese.

Un plauso a questa innovazione è arrivato anche dal ministro inglese dell’università e della scienza David Willetts il quale sottolinea come “Active book sia un buon esempio di come gli scienziati e gli ingegneri del Regno Unito stiano traducendo ricerca in innovazione in grado di produrre reali benefici per la società. Questo minuscolo impianto ha la capacità di fare la differenza nelle vite e nella salute di lungo periodo delle persone affette da paraplegia in Inghilterra e nel resto del mondo.”

I primi studi pilota sul nuovo chip avranno luogo presumibilmente a cominciare dal prossimo anno.

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