Assemblea pubblica al Concordia. L’assemblea con Gaspari contro tutti sulla Megavariante è appena terminata. Queste le ultime parole del sindaco: se il livello di questi confronti si alzerà, tutta la città avrà da guadagnarci. Non mi è sembrata nei riguardi degli intervenuti una conclusione civile e da primo cittadino, il quale dovrebbe pesare le parole più di tutti i suoi sudditi. Chiudo questa parentesi con una battuta: evidentemente è diventato presbite nel senso che vede meglio da lontano che da vicino. Altrimenti avrebbe fatto caso all’uomo sulla sua sinistra (sarà la vecchiaia ma mi sono accorto solo adesso, ore 10.55, che era il giornalista del Corriere Adriatico, Luciano Sgambetterra. Mi scuso ma non lo avevo riconosciuto) che, più che il moderatore, ha fatto lo smoderatore. A proposito di livello da alzare, infatti, il suo vicino di banco non mi è sembrato un buon esempio. Alla sua destra il tecnico Germano Polidori ha miracolosamente letto in contemporanea domande e risposte che ha dato con termini che sfido l’1% della popolazione a comprenderli. Risposte inutili quindi ma molto meno di quanto lo sia stata l’assemblea nel complesso.

Conclusione che non è mia ma dello stesso sindaco di San Benedetto il quale, oltre a diverse accuse di demagogia fatte a chi è intervenuto, è stato abilissimo nel non rispondere alle domande (clamorosa quella sulla trasformazione di un albergo in appartamenti completamente lasciata senza spiegazione) ma principalmente a portare avanti una filosofia che è l’esatto opposto del dibattito. Quella che ognuno la pensa a modo suo “io e la mia giunta pensiamo questo, Emidio “patata” (aggiunta del soprannome che ha sì abbassato il livello anche se nelle discussioni gli ortaggi l’hanno spesso fatta da padrone), Daniele Primavera, Riego Gambini, Luca Spadoni, Gaspare Crescenti la pensano in un altro modo, ognuno ha la sua idea, chi può impedirgliela?”. A casa mia le assemblee, i dibattiti, si fanno per prendere dall’altro qualcosa di buono o di utile e non per rispettare il pensiero altrui, fregandosene.

E’ stata quindi completamente inutile? No, un’utilità ce l’ha avuta e lo sarà di più nelle prossime tre assemblee. Per chi? Per il sindaco naturalmente che, in questo modo, ha aperto la campagna elettorale, seppur mascherata da assemblea cittadina. Ma che assemblea è se i pareri di chi è intervenuto e di chi interverrà saranno considerati semplici opinioni personali che ognuno ha il diritto di avere. E non pareri da considerare come possibili contributi in grado di modificare errori.  Fino a prova contraria contraria nessuno è perfetto, neanche Gaspari che però dice: ogni essere umano ha diritto ad esprimere le proprie idee ma a decidere siamo noi perché il popolo ci ha votati, nelle prossime consultazioni magari vincono altri che acquisiranno il diritto  e dovere di prendere decisioni. E la chiamano assemblea…

A proposito di campagna elettorale e di quanto ho ascoltato stasera, un titolo mi viene spontaneo: chi mena per primo mena due volte. E sì perché questo tipo di confronti lascia a chi assiste un alone di confusione tutta a vantaggio di chi risponde e non di chi fa domande, figuriamoci poi quando a rispondere è un sindaco in carica con un’innata abilità di evadere i concetti e sostituirli con sermoni da vero professionista della parola.

Non entro volontariamente nel merito dei temi affrontati perché in quasi tutti mi è sfuggito il senso dei fatti che sono stati surclassati da argomenti fuorvianti. Mi è rimasta invece la sensazione che Gambini, Girolami e gli altri siano tornati a casa con la brutta consapevolezza di non essere stati in grado di farsi capire bene. Da domani magari penseranno anche loro di iniziare una propria campagna elettorale per passare dalla parte di chi risponde e non di chi domanda.

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