SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Mi fa specie che il consigliere comunale Daniele Primavera disprezzi snobisticamente il vantaggio che verrebbe alla collettività dalla variante di cui si parla in questi giorni: una piscina, aree verdi, l’interramento della sottostazione di via Piemonte”.
Il Partito Democratico prende le difese della politica urbanistica del sindaco e per voce del suo coordinatore cittadino Felice Gregori risponde a (quasi) tutte le obiezioni sollevate lunedì da Primavera, esponente di spicco di Rifondazione Comunista (opposizione).
Gregori infatti non proferisce argomento contro la sollecitazione di Primavera relativa alle sponsorizzazioni da parte di imprese edili alla locale Festa dell’Unità, fatto inconfutabile sul quale l’esponente comunista aveva chiesto conto alla maggioranza.

Riguardo alla tematica della megavariante, Gregori sostiene che la procedura che potrebbe portare verso questa forma di pianificazione sarà trasparente e che i vantaggi per la collettività saranno maggiori rispetto ai vantaggi per i privati che si convenzioneranno con il Comune.
Afferma l’esponente del Pd: “Qualunque territorio evolve e si modifica nel corso del tempo. L’aspetto di una città cambia, più velocemente o con lentezza, anno dopo anno, ed è compito della politica guidare questa trasformazione, per avere in un futuro non troppo lontano spazi vivibili e organizzati secondo armonia, a misura d’uomo, con più verde possibile, ciò che si intende quando si parla degli standard. E tutto questo al posto del caos e dell’affastellamento di edifici che ha caratterizzato certe zone e certi periodi della nostra storia, anche a San Benedetto”.
Dopo questa premessa generale, Gregori entra nel dettaglio: “Penso ci sia una grande differenza tra il governo trasparente del territorio mediante bando pubblico, come nel caso della variante presentata dall’amministrazione Gaspari, e la barbarie avvenuta nel 2002/2003, subito dopo l’affondamento dei Prusst che voleva portare avanti il sindaco di centrosinistra Perazzoli. L’amministrazione di centrodestra generò in quegli anni perle come via Toti, l’ex fabbrica delle lampadine e l’area ex Cardarelli: più di 70 mila metri cubi di cemento, senza alcun vantaggio pubblico. Vorrei ricordare altresì all’amico Primavera che il Piano Territoriale di Coordinamento provinciale, emanato dalla giunta di Massimo Rossi, ha previsto per San Benedetto uno sviluppo sostenibile di 1.300.000 metri cubi; ora, se a fronte di un’area urbanizzata che rappresenta circa il 70% della superficie utile si prevedono 300 mila metri cubi, credo che francamente saremmo ben al di sotto di quanto previsto all’epoca”.

Poi Gregori continua a prendere come termine di paragone l’amministrazione Martinelli, e domanda a Primavera: “Meglio questa variante con i suoi vantaggi per la collettività o nuove via Toti, che il centrodestra non esiterebbe a replicare? E non sto affatto parlando del “minore dei mali”. La soluzione pensata con la variante e il bando pubblico appena emanato è invece governo trasparente e armonico di questa città”.

E sulle case popolari, Gregori afferma: “Mi chiedo poi a cosa sia dovuta la cecità di Daniele Primavera, quando dice che l’amministrazione Gaspari non si sarebbe occupata del problema della casa, avendo al contrario intercettato un
finanziamento di oltre 1 milione e 600 mila euro proprio per questo scopo, mentre dal Progetto Casa comunale sono attesi 60 alloggi in proprietà e 20 per affitto convenzionato, da mettere a disposizione di chi, purtroppo, appartiene al ceto più debole e necessità di sostegno concreto e non solo ideologico. Non esiste procedura più trasparente di un bando pubblico per governare il territorio. E se Daniele Primavera parla di “città grande”, mi chiedo se egli pensi di costruirla solo con campi di broccoli o finocchi, che sono anch’essi necessari ma non sufficienti”.

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