CASALECCHIO DI RENO – La trasferta di Bologna, in un campo difficile dove la Sutor non ha mai vinto, è oggettivamente proibitiva anche per chi, come Montegranaro, ha bisogno di riscattare il passo falso tra le mura amiche contro Avellino. L’inizio promettente dei gialloblu potrebbe lasciar presagire una giornata senza patemi d’animo per i giocatori e per i tifosi giunti fin qui. Ma questo è il basket, nulla può essere deciso prima della sirena finale … neanche 25 punti di vantaggio costruiti in poco meno di 15 minuti.

A sottolineare tale risultato è lo stesso coach Stefano Pillastrini, che commenta: «E’ stata una partita molto strana. Avevamo l’obiettivo di iniziare in modo più aggressivo per non subire al primo parziale come la scorsa settimana contro Avellino. Purtroppo però, a volte, un inizio troppo facile può diventare pericoloso: si perde di aggressività, di incisività, ci si accontenta. Abbiamo provato a mantenere il ritmo, ma non ce l’abbiamo fatta e in più siamo andati a commettere degli errori (infrazione di passi e falli) »

La chiave della vittoria, nonostante un vantaggio di 25 punti per la Sutor nel secondo quarto, sfumato del tutto nel quarto quarto (69 pari  a 3 minuti dalla fine), è la supremazia al rimbalzo.  Lo conferma l’allenatore sutorino che spiega: «Sono contentissimo perché questa gara è stata vinta con i rimbalzi in attacco, in particolare quando non riuscivamo a prenderci i tiri facili. La vittoria di oggi è esaltante perché è la prima della Sutor al Futurshow Station, ma molto importante anche perché arrivata con giocatori non al meglio della condizione. Oltre a Ray, infatti, anche Maestranzi, che ha accusato una forma influenzale, non era al 100 %».

Pillastrini torna poi sulla gara double face dei suoi ragazzi: «Dobbiamo sicuramente giocare meglio. L’approccio con la partita è stato ottimo e all’inizio era tutto sin troppo facile. A noi riusciva tutto, a loro nulla. Non si poteva certo pensare che Bologna arrivasse a metà gara sul meno 50 senza reagire. Noi abbiamo commesso l’errore di rilassarci, di perdere aggressività mentre i nostri avversari, come logico,  tentavano di rientrare. Succede così che invece di correre si cammina, ci si muove di meno senza palla, ci si smarca raramente. In questo modo la costruzione dell’azione ne risente molto».

Il coach gialloblu in ogni caso ha di che essere soddisfatto: «Anche se la seconda parte della gara è stata giocata al di sotto delle nostre possibilità, non è certo il caso di fare gli schizzinosi. I due punti sono importantissimi al di là del modo in cui sono arrivati». Il tecnico infine concorda con chi gli fa notare l’importante prestazione del giovane capitano: «Cinciarini ha disputato davvero un’ottima gara; quando abbiamo lui e Cavaliero in campo non c’è un play fisso, riescono a  scambiarsi le posizioni in quanto hanno qualità fisiche simili. E questa caratteristica mi piace molto».

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