SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo dalla nostra lettrice Benedetta Trevisani.

Ospedale in crisi, e si lamenta tra l’altro la carenza di personale ospedaliero, drasticamente ridotto rispetto agli standard necessari per garantire efficienza ed efficacia di servizi all’utenza. Poi succede che il parcheggio lungo l’Albula, già concesso in misura limitata all’utenza generica perché riservato per più della metà al personale ospedaliero, dal 3 novembre è completamente alienato a favore dei mezzi autorizzati, vale a dire dei dipendenti dell’ospedale. In piena contraddizione con la proclamata contrazione numerica degli ospedalieri per i quali tuttavia, pur se ridotti di numero, ora non si ritengono più sufficienti i vecchi parcheggi dell’Albula sommati a tutti gli altri esclusivi delle aree interne transennate.

L’area appartiene all’ospedale – si spiega – ma la spiegazione non tiene conto di alcuni aspetti fondamentali: in genere chi si reca in ospedale lo fa in condizioni – dirette o indirette – di sofferenza fisica o psicologica che è inopportuno gravare con la difficoltà di trovare un punto di appoggio per il mezzo di trasporto. Il parcheggio frontale disposto su tre piani è certo utilissimo, ma di mattino registra spesso il tutto esaurito a dimostrazione del fatto che, se pure è diminuito il numero del personale ospedaliero, è notevolmente aumentato il numero degli utenti e dei pazienti.

Per entrare poi nello specifico, sul versante nord si accede attraverso un penoso saliscendi al punto di distribuzione di pannoloni e traverse mensilmente assegnati ai nostri vecchi “piscioni” incontinenti. Per esperienza diretta posso dire che, se è già molto faticoso trasportare a braccia nel parcheggio dell’Albula cinque pesanti confezioni con 120 pezzi complessivi, diventa proibitivo trascinarseli fino al parcheggio frontale, ammesso che lì si sia trovato da parcheggiare. Pertinente anche se inutile il confronto con altre categorie di lavoratori, quali gli insegnanti ad esempio, che carichi dei borsoni di libri necessari al mestiere debbono ogni mattina fare gli scongiuri per trovare vicino alla scuola un posto macchina libero che gli consenta di timbrare in orario il cartellino.

A fronte dei bisogni stringenti di quanti frequentano l’ospedale in condizioni di disagio ci sembra , disapplicando il sano principio della liberalizzazione dei parcheggi ospedalieri a favore di tutti i cittadini, tanto più che l’ospedale si sostiene con i soldi pubblici.

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