SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prevenzione e diagnosi precoce sono le parole d’ordine anche per una malattia oculare come il glaucoma. Si tratta di una patologia dovuta all’aumento della pressione intraoculare determinata dalla quantità di liquido prodotto all’interno dell’occhio. Maggiore è la quantità di questo liquido, chiamato umor acqueo, maggiore sarà appunto la pressione interna all’occhio che, se non curata adeguatamente, danneggerebbe il nervo ottico a tal punto da determinare la cecità irreversibile.
Se n’è parlato al convegno “Glaucoma: lo stato dell’arte” al Centro Salute & Benessere di Porto D’Ascoli nel quale sono intervenuti specialisti del settore e docenti universitari che nel corso dell’incontro hanno avuto modo di illustrare le principali cause di questa disfunzione ottica ribadendo l’importanza dell’azione preventiva oltre alle potenziali terapie mediche attraverso cui intervenire.

Il dottor Luca Agnifili, oculista e docente universitario dell’Università di Chieti, nel corso del suo intervento ha illustrato l’impatto sociale ed economico che il glaucoma determina nella società. “Al mondo sono circa sessanta milioni oggi le persone affette da questa malattia e il dato preoccupante è che a distanza di dieci anni si è riscontrato un incremento del 20%. La zona del Sud-Est Asiatico è quella maggiormente colpita, che conta trenta milioni di pazienti malati di glaucoma. Negli Stati Uniti invece, il dato scende a due milioni. Le persone di colore infatti sono quattro volte più a rischio di contrarre una simile patologia”.
“Il glaucoma – prosegue Agnifili – tende purtroppo a svilupparsi con l’avanzare delle età e anche i fattori genetici giocano un ruolo determinante. In Italia si ha una prevalenza media del 2,2% e l’impatto economico risiede nel fatto che spesso per tenere sotto controllo la pressione intraoculare è necessario ricorrere a una combinazione di più farmaci”.

Nel corso del convegno l’intervento del dottor Leonardo Mastropasqua, specialista e oculista di Chieti, è stato l’occasione per fare il punto sulle tecnologie oggi a disposizione nelle fasi di diagnosi e trattamento delle patologie oculistiche.
“Oggi investire sulla precocità diagnostica è fondamentale. Attraverso una diagnosi precoce è infatti possibile prevenire il glaucoma ed evitare che il paziente subisca la perdita parziale o completa della vista. La diagnosi – prosegue Mastropasqua – è dunque la prima cosa da considerare. Attraverso l’avanzamento tecnologico degli strumenti low-tech e high-tech è possibile ottenere i dati necessari a una diagnosi, oltre a osservare la struttura anatomica dell’occhio al fine di esplorarne le funzioni.

Gli interventi dei vari specialisti sono stati introdotti dal dottor Pasquale Cocca, responsabile della struttura del Centro Salute & Benessere e dei reparti oculistici presso l’Ospedale Civile di San Benedetto e l’ospedale di Ascoli.
“Questo convegno – dichiara il dottor Cocca – è stato realizzato con il supporto della ditta farmaceutica Merck Sharp & Dohme e rappresenta l’occasione per gli specialisti di approfondire le loro conoscenze riguardo al glaucoma. Purtroppo si tratta di una patologia che esercita un forte impatto a livello sociale poiché è asintomatica e l’azione preventiva risulta essere l’unico modo per contrastare la progressione della malattia attraverso il controllo della pressione intraoculare”.

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