dal settimanale Riviera Oggi numero 847 in edicola dal 16 novembre

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La lunga marcia di avvicinamento al voto per le prossime elezioni comunali vede un Giovanni Gaspari intento a “fare la corte” politicamente a quelle che potrebbero essere le due estremità della sua futura coalizione. Da una parte i centristi, a partire dall’Udc fino ad arrivare alla nascitura creatura politica che si chiama Partito della Nazione. Dall’altra i vendoliani di Sinistra Ecologia e Libertà.
IL SINDACO CHE FA “LA CORTE”/ I CENTRISTI E LA LORO STRATEGIA
Due forze a loro modo riottose al corteggiamento. I centristi hanno detto che correranno con un proprio candidato sindaco. Non vinceranno, prevedibilmente, ma i loro voti saranno importanti in caso di ballottaggio. Probabilmente saranno l’ago della bilancia. Non c’è che dire, il caro vecchio pensiero strategico democristiano firmato Amedeo Ciccanti rivela ancora una volta tutta la sua potenza, capace di pesare ben più dei propri numeri, mai dirompenti. Il deputato ascolano dal dicembre scorso è grosso alleato di Gaspari, “dando la linea” all’ex candidato sindaco Edio Costantini ha contribuito a salvare il sindaco (assieme al repubblicano Antonio Felicetti) dai marosi di un consiglio comunale che gli si stava rivoltando contro. Ma ora il raggruppamento “meta centrista” del Partito della Nazione giudica conclusa quell’esperienza di alleanza e annuncia il proprio candidato unico. Nel frattempo schiera una macchina da voti come l’ex forzista grottammarese Vittorio Santori, già consigliere regionale.
Insomma, i centristi hanno capito in che modo potranno contare di più dopo una eventuale vittoria di Gaspari. Meglio correre da soli e poi essere alleati determinanti al ballottaggio, piuttosto che allearsi già dal primo turno. In caso di vittoria dopo il ballottaggio, infatti, i posti di potere (assessorati, presidenza del consiglio, ruoli nelle partecipate) potranno essere ancora maggiori per i centristi.

IL SINDACO CHE FA “LA CORTE”/ I VENDOLIANI INDECISI
I vendoliani invece hanno più volte ribadito la loro delusione sull’operato del sindaco Gaspari e la loro contrarietà alla Megavariante. Il sindaco comunque conta ancora di convincere il partito capitanato a livello locale dai due ex Ds Giorgio Mancini e Luca Spadoni. Aggregazione politica della quale al momento è ostico intuire la linea. Il loro rapporto con il Partito Democratico, così come a livello nazionale, è contrastato e variabile, quasi umorale. Dialogo a volte franco, a volte velenoso, a volte politichese. Gaspari ha bisogno di loro, altrimenti non avrebbe lanciato tutti questi mazzi di fiori nei loro confronti. La bella donna della situazione ha un bel vestito e un ottimo trucco: aspettiamo tutti di capire se sia bella anche al mattino appena sveglia.

IL SINDACO CHE FA “LA CORTE”/ PRIMARIE A RISCHIO “FACCIATA”
Verdi, Italia dei Valori e Socialisti sono invece alleati acquisiti. Le prime due forze politiche schiereranno dei loro candidati per le primarie di coalizione. Per i Verdi si è già fatto avanti l’attuale assessore all’Ambiente Paolo Canducci. L’Idv vorrebbe una ricandidatura automatica di Gaspari, ma comunque potrebbe partecipare alle primarie. I Socialisti, infine, hanno detto di non amare il sistema delle primarie ma alla fine potrebbero anche loro concorrere con un proprio uomo.
Affinché le primarie siano un vero strumento democratico e non un sistema di facciata, sarebbe meglio che tutti i partiti pro Gaspari vi partecipassero. Agguerriti, per giunta. Vero è che un sindaco uscente è naturalmente ricandidabile, ma è vero pure che una evoluzione virtuosa della stagnante politica italiana potrebbe trarre giovamento dal sistema delle primarie, se questo viene riempito di contenuti politici all’interno di una vera sfida di idee e programmi. Insomma, che sia una sfida vera. Con politici di razza, capaci di discussione, di generare opinione, di dialogare senza appiattimenti con il sindaco e la sua visione. Idee diverse, da discutere di fronte all’elettorato. E non, come invece si teme, le stesse idee da far discutere al sindaco di fronte ad elettorati diversi.

L’EX SINDACO CHE “FA LA CORTE” A MARCO CALVARESI
E il centrodestra? Solito discorso: San Benedetto è terra di confine alla quale si può benissimo rinunciare, non è terra di conquista alla quale dedicare cuore e lotta. Questa almeno l’impressione giudicando i comportamenti politici.
Diamine, ancora non hanno un candidato sindaco. Una forza che vuole vincere davvero deve assolutamente avere un volto prima di Natale. Pasqualino Piunti e Bruno Gabrielli sono due assessori della Provincia, sono due macchine da voto, ma forse non riuscirebbero ad avere un consenso oltre al Pdl di stretta osservanza. Probabilmente lo sanno anche loro.
Poi c’è Luca Vignoli, in aperta “dialettica” con il partito dopo la beffa alle ultime regionali, dove la nomenclatura sambenedettese del Pdl non si sarebbe “rimboccata le maniche” per trovargli quel pugno di voti che poi gli è mancato per essere eletto.
Poi ci sono i “finiani”, con il vulcanico Giorgio De Vecchis. Se Fini fa cadere il Governo Berlusconi, è dura immaginare finiani e berlusconiani assieme alle amministrative. Allora andrebbero da soli, con De Vecchis candidato.
Il mondo delle liste civiche, infine. Mondo variegato, fra politici di lungo corso come Orlando Ruggieri e Mauro Calvaresi, candidati di testimonianza come il medico Massimo Urbani, gli anti-Gaspari Gabriele Franceschini e Nazzareno Torquati (che forse prenderebbero Mauro Calvaresi a candidato, ma se ne parla sempre meno) e, infine, Domenico Martinelli.
Sì, proprio l’ex sindaco che nei giorni scorsi ha dichiarato in una intervista che vedrebbe bene Marco Calvaresi come aggregatore delle liste civiche. Sì, Calvaresi l’imprenditore, il fondatore della Pro Loco. Amico un po’ di tutti, “nemico” sicuramente del sindaco Gaspari, per il quale sarebbe un avversario temibile grazie alla capacità di riscuotere consensi trasversali. E in quel caso al sindaco tornerebbe utilissimo “il compagno” Ciccanti.
E si torna all’inizio: corteggiamenti, corteggiamenti, corteggiamenti. Quanto è romantica questa politica!!

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