SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rilanciare l’intero comparto marittimo sambenedettese, attraverso un nuovo accordo tra le varie componenti del settore. E’ questo l’obiettivo della neonata “Alleanza di filiera ittica“, presentata nella mattinata del 19 novembre con una tavola rotonda presso l’hotel Calabresi.

L’iniziativa, prima in Italia e seguita con il massimo interesse a livello nazionale ed internazionale, è stata lanciata da Federpesca e dalla Confidustria. La linea d’azione è snellire e rafforzare la filiera di lavorazione del prodotto ittico dal produttore al consumatore, perseguendo in tal modo un duplice obiettivo: garantire a chi acquista la massima qualità del pescato ad un prezzo minore, e valorizzare quella parte della catena di produzione troppo spesso lasciata ai margini, i pescatori.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari: “Le opportunità del mare rappresentano una grande scommessa. La nostra città è cresciuta su questa realtà, e tutto il territorio ne ha tratto giovamento. Il comune farà la propria parte, favorendo un rapporto intelligente con le risorse marittime”.

Luigi Giannini, direttore generale di Federpesca, ha posto l’accento sull’importanza di realizzare un aggregato di imprese della pesca e delle attività industriali ad essa collegate: “La sfida da vincere è quella di mettere insieme un mondo che finora non è riuscito ad esprimere a fondo le proprie energie. In una fase di crisi economica come questa, è fondamentale accantonare spinte individualistiche che porterebbe soltanto al fallimento, concentrandosi invece su una razionale sinergia tra le varie componenti del settore”.

“Le Marche – prosegue Giannini – rappresentano un’eccellenza di qualità nel panorama ittico nazionale, ed in questa ottica s’inserisce il progetto che stiamo presentando: non si tratta dell’ennesima sovrastruttura burocratica, ma di un rete di accordi e di collaborazione per rilanciare il settore”.

Anche il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Piero Celani, punta l’attenzione sull’importanza del porto come motore economico: “Abbiamo tutte le basi per riuscire. Il nostro prodotto è altamente competitivo: il cuore di San Benedetto è il porto e il suo indotto; noi dobbiamo lavorare per restituirgli l’importanza che merita all’interno del circuito economico del territorio”.

Presente, oltre a rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale del settore, anche il Comandante della Capitaneria di porto di San Benedetto, Daniele Di Guardo: “Come autorità marittima garantiremo la massima collaborazione e unità d’intenti con tutti gli operatori coinvolti. E’ nella valorizzazione del porto che dobbiamo investire”.

Un progetto innovativo e all’avanguardia per una realtà, quella marchigiana, che rappresenta il 19% della produzione ittica italiana: un patrimonio da arricchire, garantendo a produttore e consumatore un servizio sempre migliore.

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