GROTTAMMARE- “Il Comune di Grottammare riconosce l’acqua bene comune indispensabile dell’umanità, la cui accessibilità va garantita a tutti i cittadini senza alcuna discriminazione e pertanto il servizio idrico è un servizio pubblico locale essenziale che va gestito in forma totalmente pubblica e priva di rilevanza economica”. Questo è stato il primo punto dell’ordine del giorno, affrontato dal consiglio comunale, giovedì 17 novembre, e approvato con voto unanime dando il via all’iter necessario all’inserimento del principio, che dichiara che l’acqua è un bene comune, nello Statuto comunale.

“ Ci stiamo allarmando perché nel nord delle Marche si sta avviando una politica di privatizzazione – afferma il sindaco Luigi Merli- qui non succederà e cambieremo lo statuto per evitare pressioni regionali”. Il secondo punto sentito e affrontato dal consiglio è stato “Fermiamo il massacro dei Saharawi”. Il documento servirà come successivo supporto ad altre denunce, già partite dall’Italia, per allarmare sullo sgombero violento di un campo di protesta Saharawi, operato dall’esercito marocchino nella scorsa settimana. L’obiettivo sarà quello di lanciare un appello alle organizzazioni sovranazionali per la tutela dei diritti umani. Il punto è stato approvato con voto unanime.

Il terzo punto dell’ordine del giorno parla dell’assestamento di bilancio: approvato solo dalla maggioranza. Si tratta dell’ultima variazione possibile al documento finanziario dell’ente, riguardanti l’inserimento di entrate non annoverate nelle previsioni d’inizio anno, relative a contributi statali pari a 140 mila euro, un contributo regionale da destinare a progetti fitosanitari contro il punteruolo rosso per 60 mila euro, incasso di contravvenzioni pari a 40 mila euro.

Il quarto e ultimo punto riguarda la rinegoziazione di alcuni mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti per l’ammontare di 5.645.069,63 euro. La richiesta della maggioranza è di avviare l’istruttoria necessaria alla richiesta per la riformulazione del piano di ammortamento dei finanziamenti, questo servirà a liberare nuove risorse. Con i soli voti della maggioranza il punto è stato approvato. “Abbiamo aderito a una proposta di cassa Deposito Prestiti per dare una boccata di ossigeno- afferma il consigliere del Pdl Maria Grazia Concetti – è anche vero però che lasciamo dei debiti consistenti e lunghissimi, questo dovrebbe far riflettere”. L’assessore Enrico Piergallini risponde all’opposizione chiarendo alcuni passaggi “a nessuno piace allungare i debiti. L’allungamento non è così drammatico. Tutti i Comuni limitrofi hanno fatto questa rinegoziazione. E’ un’operazione necessaria per le politiche attuali sugli enti pubblici del governo. Per tirare avanti la carretta questa è la soluzione e la decisione che abbiamo preso”.

L’assemblea è terminata con l’interrogazione del Pdl su quali siano le aziende che hanno il permesso per le emissioni in atmosfera nella zona Valtesino, che equivale alla zona industriale Grottammarese. “L’azienda è soltanto una ed è sempre quella da tanti anni- afferma il sindaco Luigi Merli- la responsabilità delle emissioni è della Provincia. Negli ultimi cinque anni siamo coinvolti nelle conferenze di servizi. La battaglia con quest’azienda è una battaglia annuale. Noi richiediamo i controlli all’Asur (azienda sanitaria unica regionale) e come ogni anno ci risponde che non è di loro competenza. L’Arpam (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente marchigiano) esegue i controlli certificando lo stato dell’emissione in atmosfera”. L’azienda in questione si occupa di scarto e lavorazione dell’olio proveniente dagli oleifici. Il sindaco prosegue sostenendo “Questa è l’unica azienda disposta al controllo”.

L’opposizione è indignata per questa situazione soprattutto per il continuo lamentarsi dei cittadini che nelle zone limitrofe ha terreni coltivabili confinanti all’azienda in causa.  Il consigliere Raffaele Rossi del Pdl è soddisfatto della risposta del sindaco Luigi Merli e conclude l’incontro chiedendo che i controlli siano maggiori con una ulteriore verifica in sede provinciale.

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