SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutto calmo. O per niente. Dopo la mezza rivoluzione nello staff tecnico, preannunciata da Spina (via il preparatore atletico Lattanzi e arrivo di Spurio, Deogratias spostato a fare il secondo, al suo posto Persico) si apre una settimana difficile. Anche perché c’è da gestire la situazione di Ivan D’Angelo.

Il “puffo” rossoblu è uscito domenica scorsa, dopo un quarto d’ora del secondo tempo, per crampi, dopo essere stato il migliore in campo. Un assist trasformato in gol da Zazzetta nel primo tempo, un bel pareggio al primo minuto della ripresa. Poi, crampi. Come era già accaduto la domenica precedente.

Questo motivo – anche altri giocatori soffrono di crampi, spesso – sarebbe la causa della rottura tra Spina e Lattanzi, anche se di fatto Spina, a questo punto, sembra seguire le indicazioni del mister Giudici, che troverebbero compimento fra 15 giorni, alla riapertura del mercato. Gli uomini del nuovo staff tecnico sono infatti uomini di Giudici. Un allenatore che, tra l’altro, proprio a Spina e proprio dopo le due vittorie consecutive dell’inizio della sua gestione (Cesenatico e Venafro) aveva già dato indicazione al presidente di come rinforzare la rosa.

Torniamo a D’Angelo. Se Grieco non fosse stato infortunato, domenica l’ala di Appignano del Tronto non avrebbe giocato. Sabato infatti, nell’ultima rifinitura, non è piaciuto a mister Giudici. Arrivato con dieci minuti di ritardo, per questo motivo avrebbe pagato anche l’affaticamento muscolare in una gara tanto delicata. Immaginate D’Angelo a tutta anche nel finale. Dopo la sua uscita, di fatto, la Samb è scomparsa in attacco almeno fino all’ingresso di Di Vicino. Spina inoltre ha multato D’Angelo per questo ritardo.

E’ inutile, adesso, processare il ragazzo, e lo diciamo rivolgendoci a tutta la tifoseria. A 19 anni si può anche sbagliare. Si può anche litigare fortemente con il presidente o l’allenatore. Si può anche rischiare di finire fuori rosa (come è accaduto). Ma adesso è lui che deve dimostrare di poter, un giorno, diventare un giocatore, o di restare un dilettante.

Metta la testa a posto, prenda esempio da Ogliari (glielo abbiamo scritto domenica scorsa), pensi a giocare al calcio e a riposare. Il calcio è sacrificio prima che classe. Risponda sul campo e in fase di allenamento, da adesso in poi.

Se invece non ne avesse voglia, nessun dramma per la Samb. Ma sarebbe un fatale errore per Ivan. Giocare davanti a 300 spettatori non è il sogno di nessun calciatore.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.008 volte, 1 oggi)