SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In merito alle parole dell’assessore al Turismo della provincia di Ascoli Bruno Gabrielli, che ha criticato l’opera teatrale “Black Out“, messa in scena da Synergie Teatrali il 12 e 13 novembre e tratta dal romanzo noir “Black Out” di Francesco Tranquilli, pubblichiamo una lettera dell’attore sambenedettese Piergiorgio Cinì, che ha recitato proprio in “Blackout”.

Dottor Bruno Gabrielli,
volevo ringraziarla per avermi aperto gli occhi di fronte ad un grave errore da me commesso esibendomi il 12 e 13 novembre scorso in un Teatro Concordia esaurito e colpevolmente entusiasta dello spettacolo “Black Out”, messo in scena dal noto gruppo satanista “Synergie Teatrali”.
Da inconsapevole ed inesperto attore di provincia, in vari mesi di prove e dopo due repliche dell’opera, non mi ero proprio accorto di aver partecipato ad un’indecorosa operazione di denigrazione dei valori più profondi della religiosità cattolica e di quelli fondanti del nostro vivere civile.

Lei che ha il dono di vedere anche quando non è fisicamente presente (dote questa propria delle menti più elette) grazie agli occhi illuminati di una esperta di teatro, mi ha aiutato a percepire quello che né io né altre settecento persone avevano in realtà compreso: un immondo susseguirsi sulla scena del Concordia di immagini sacre profanate, di sangue a iosa e di attacchi frontali alla Chiesa e anche all’istituzione scolastica (di cui io oltretutto faccio pure parte come docente e sicuramente colpevole traviatore di giovani menti).

Quello che io pensavo fosse uno spettacolo costruito con la struttura di un giallo, con profonde riflessioni sul degrado morale del nostro presente e sulla solitudine esistenziale degli esseri umani, con immagini costruite con l’intento di emozionare lo spettatore, in realtà si è rivelato un’ingannevole messinscena orchestrata da perfide e oscure forze del male che, servendosi di quell’arte libertina e degradata chiamata teatro e sicuramente in combutta con cellule eversive islamiche, hanno portato un ignobile attacco alla nostra civiltà superiore.

E dire che lei qualche anno fa, quando era assessore alla Cultura di San Benedetto, aveva già provato a dissuadermi dal seguire i miei peccaminosi progetti teatrali, tagliando tutti i fondi a Re Nudo (nomen omen!) e ai Teatri Invisibili. A quel tempo non avevo capito: ma ora le sue illuminanti parole mi hanno convinto a pieno e mi vedo costretto ad espiare le mie colpe indossando il cilicio, autoflagellandomi a giorni alterni e ritirandomi per un lungo periodo in un inaccessibile monastero. E la autorizzo fin d’ora, se mai dovesse vedermi di nuovo in scena, ad innalzare una pira in pubblica piazza e a mondare con il fuoco la mia anima peccatrice.

Grazie ancora e ad maiora!

Piergiorgio Cinì alias Maresciallo Antonio Principe

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