SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non saranno dei San Tommaso, ma anche loro, prima di credere (o non credere) vogliono toccare. Il comitato cittadino “Prg a crescita zero” chiede al sindaco Gaspari, prima degli incontri coi cittadini per illustrare la Megavariante, di rendere esplicito in cosa questa consista: “Perché mai bisogna formulare dei quesiti prima e non dopo aver ascoltato l’esposizione di ciò che dovrebbe rendere chiaro e comprensibile a tutti il quadro di insieme dove stiamo andando?” si legge in una nota.

E inoltre: “Un libero confronto non può però essere inficiato prematuramente da un’anomala modalità di coordinamento degli interventi che obbligherebbe i cittadini a compilare un modulo nel quale dovranno scrivere anticipatamente le domande che intenderanno porre al primo cittadino.

Questa è una richiesta assolutamente inopportuna e inaccettabile: la stragrande maggioranza della popolazione conosce solo in minima parte i dettagli Megavariante, anche perché il Bando definitivo di riferimento è stato pubblicato solo qualche giorno fa e non pochi sono i passaggi che lo stesso comitato “Prg a crescita Zero” fa fatica a interpretare in modo assolutamente inequivocabile”.

“Ci preme anche sottolineare che per quel che riguarda questo argomento specifico – continuano – il primo ad aver alimentato e risvegliato istinti primordiali o timori primordiali nella popolazione è stato proprio il nostro sindaco, coadiuvato dai suoi collaboratori, dato che negli istinti primordiali che annovero come fondamentali per la sopravvivenza di una specie, c’è la difesa del proprio territorio inteso come ambiente in cui si vive, istinto che ha permesso all’uomo di vivere su questo pianeta. In un tempo come quello che stiamo vivendo questo istinto dovrebbe essere eticamente sostenuto e culturalmente alimentato, poiché i nostri territori offesi, depauperati e violati stanno diventando inospitali per la razza umana”.

C’è una critica anche nel merito: “Continuiamo a chiederci cosa c’è di moderno e di innovativo nei principi fondanti di questa MegaVariante e cosa distingue, in modernità, questa amministrazione da tutti gli altri amministratori, di Comuni Italiani, che utilizzano il suolo come strumento di risanamento delle proprie casse comunali. Una storia che si ripete da lungo tempo, da troppo tempo, e che ora si vuol far passare addirittura come “innovativa”. In una politica del territorio veramente moderna il problema non riguarda solo il romanticismo degli “ambientalisti” o il sentimentalismo degli “ecologisti”, ma corrisponde ad una battaglia “Culturale” per l’Ambiente di più ampie proporzioni, intesa non solo come difesa dei valori nei quali dovremmo riconoscerci ma anche come ricerca della democrazia, dell’uguaglianza e della difesa dei diritti fondamentali come la partecipazione attiva dei cittadini alla progettazione di una città finalmente a misura d’uomo, realmente eco-sostenibile nel tempo a venire”.

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