GROTTAMMARE – All’indomani del pari interno a reti bianche (il secondo consecutivo, dopo quello di Monte San Giusto) contro il Real Metauro il responsabile dell’area tecnica del Grottammare (che non vince da 9 partite) Pino Aniello (squalificato fino al 1° dicembre) è tornato a parlare per rettificare i motivi che hanno portato alla sua espulsione, giudicando dunque indirettamente con le sue precisazioni l’operato dell’arbitro Amadio di Ascoli Piceno, buono.

Queste le sue parole nelle quali ha anche chiesto a tutti di fare quadrato in un momento così delicato per la squadra rivierasca: “Sono stato espulso, perché nel richiamare un nostro giocatore che non stava rispettando le “consegne” tattiche creando una superiorità numerica degli avversari, ho esagerato nel trasmettere il mio pensiero al giocatore, usando espressioni colorite. Tutto qui, l’arbitro ha ritenuto opportuno allontanarmi per questo e non per proteste come erroneamente scritto sui tabellini di diversi giornali; c’era poco da protestare verso il direttore di gara o gli avversari, ero solo arrabbiato, molto arrabbiato con i miei ragazzi. Della situazione attuale dico solo che occorre molta calma e non serve agire d’istinto pensando che il tutto si risolva sbraitando, o pensando che vi sia un colpevole”.
“Se esistono dei problemi, la colpa è di tutti – continua – Bisogna fare “quadrato”, lavorare e remare tutti dalla stessa parte! C’ è anche un evidente stato di tensione da parte dei giocatori, che trova i ragazzi poco tranquilli nell’affrontare le gare, e che certamente non aiuta. Quindi come si suol dire calma e gesso”.

Infine spende il suo pensiero sul pareggio ad occhiali di domenica: “Non prendere gol significa non perdere ed è la prima cosa, poi i goal si possono sbagliare, ma tre sconfitte (chiaro riferimento ad alcuni ko precedenti) per errori difensivi individuali gravi significano tre punti in meno”.

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