Servizio fotografico a cura di Giuseppe Troiani

ASCOLI PICENO – Al Ventidio Basso di Ascoli i Nomadi hanno aperto il nuovo tour sabato 13 novembre. L’evento è organizzato e voluto dall’assessore alla cultura e spettacolo di Ascoli Piceno, Davide Aliberti. Un concerto basato sull’ultimo lavoro musicale dei Nomadi uscito lo scorso 26 ottobre, “Raccontiraccolti”, l’album già ai vertici delle classifiche di vendita.

La scaletta musicale della serata contiene undici celebri canzoni di cantautori italiani, interpretate e scelte in base al legame di amicizia intercorso tra artisti così diversi tra loro.
La band si è esibita in “Hey man” in “L’isola che non c’è”, “Stranamore”, “Vent’anni”, “Auschwitz”, “Io vagabondo”, “Dio è morto” e molti altri brani intonati a memoria dal pubblico e battendo a ritmo le mani.

Fondatori nel 1963 dei Nomadi sono il tastierista Beppe Carletti, il cantante Augusto Daolio e il batterista Leonardo Manfredini. Un gruppo musicale folk rock e pop rock, questo, tutt’oggi sulla cresta dell’onda, con componenti diversi in sostituzione di alcune delle pietre miliari. Una pubblicazione totale di 55 album tra dischi in studio, dal vivo e raccolte varie in attivo: è il lungo corso dei dei 47 anni di storia di una delle principali realtà della musica italiana.

La serata vede sul palco: Beppe Carletti alle tastiere, Cico Falzone alle chitarre, Daniele Campani alla batteria, Sergio Reggioli al violino, con voce e chitarre di Massimo Vecchi e il cantante Danilo Sacco.
Il teatro è illuminato dalle bolle di luce colorate. Dai palchetti si interagisce con striscioni e messaggi di fan di tutte le età e si crea una coreografia unica. È la generazione del sessantotto e i nuovi giovani e giovanissimi il pubblico fedele che non è stato mai deluso da questo gruppo storico e dal loro impegno nella solidarietà sociale.

Un concerto, non solo musicale, ma vissuto da tutti: pubblico e artisti. Non c’è distanza, tutti uniti dalla melodia e dagli ideali cosmici e sociali che rendono le diverse età vicine, senza barriere e senza frontiere, né diversità. Si assapora di rado una tale reazione del pubblico. Solo il gradire degli effetti sonori e un linguaggio universale riescono a creare questi stimoli, questa unità. Sulla scena regali, bandiere, striscioni e innumerevoli saluti, ringraziamenti e dediche. Tra gli artisti scherzi e burle, segno di una forte complicità e sintonia.

“Molti si meravigliano della solidarietà dei Nomadi. Abbiamo iniziato per caso e senza pensare a ritorni di immagine. È stato un gioco e giocando abbiamo visto sorridere tanti bambini. Ci hanno fatto sorridere. Grazie a tutte le persone che ci seguono stiamo continuando in questa bellissima strada che ci porta a far felici tanti bambini senza distinzione di colori e in molte parti del mondo”, dice Beppe Carletti.

Una serata coinvolgente e appassionante come poche, grazie a questo gruppo che riesce a far rivivere un sano divertimento.

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