da Espresso Rossoblu N. 1082

Samb-Bojano 2-2. Il Bojano era l’unica squadra ad non aver mai vinto ma anche l’unica formazione che aveva segnato appena tre gol, due domenica scorsa contro la penultima in classifica e mai fuori casa; al riviera delle palme ha trovato due eurogol (e sfiorato il terzo) che rendono l’idea di quanto il calcio sia strano. In considerazione anche del momentaneo vantaggio dei rossoblu ottenuto grazie ad un ottimo scambio D’Angelo-Zazzetta.
Sembrava tutto facile, ancora di più dopo la traversa colpita da Covelli. Invece no, prima Crisci poi Marucci non ci avrebbero più visto dalla gioia per aver realizzato due reti che ricorderanno per tutta la loro carriera, in uno stadio che difficilmente avranno ancora come teatro delle loro prodezze.
Sicuramente però un pareggio che hanno meritato per altre occasionissime sprecate,  specialmente da un emozionatissimo Ortolini che, un attimo prima del vantaggio di Zazzetta, ha buttato alle ortiche un gol più facile da fare che da sbagliare. Nel finale poi, dopo una punizione battuta malissimo da Bianchi, hanno sfiorato il 3 a 2 che ci avrebbe fatto ricordare le mitiche vittorie della Samb a Genova contro il Genoa quando eravamo in serie B. Il paragone tra noi e i liguri e il Bojano con la Samb ci sta tutto.
Questo il succo della gara ma impossibile non cercare di capire il perché di un risultato così negativo al Riviera che è più clamoroso di tutti gli altri, vista la caratura dell’avversario.
Un verdetto è ormai chiaro: con questa difesa non si va lontano per due motivi ben precisi: i due centrali, pur bravi singolarmente, hanno caratterisitche così simili che possono formare una diga soltanto con un tipo di attaccanti, con altri più veloci e intraprendenti vanno in difficoltà. Il secondo motivo è legato alle capacità degli under: oggi ho perso tutte le mie convinzioni sulle loro capacità di progresso e quindi di crescita. Evangelisti e Zero hanno sbagliato tanto, troppo per contribuire a vincere un campionato. Lima e Nicolosi danno ancora speranze perché, seppur non in modo continuo, hanno dato segni di quelle capacità che gli altri due non hanno ancora tirato fuori. Un bel problema anche perché impedisce ad uno come Di Vicino di scendere in campo con continuità. E’ vero la regola è assurda ma dobbiamo trovare il modo di coniviverci. Si ricominci (a) da capo.

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