dal settimanale Riviera Oggi numero 844
GROTTAMMARE – In una nota dell’Agenzia di stampa AdnKronos del 28 settembre scorso si legge che “il prodotto interno lordo delle Marche, nel 2009, è diminuito del 3,4%, un calo maggiore sia della media delle regioni del Centro Italia (-2,0%) sia della media nazionale (-3,0%). E’ quanto emerge da una indagine pubblicata da Unioncamere Marche e realizzata analizzando i dati forniti dall’Istituto Tagliacarne di Roma. Il 2009 registra anche una flessione degli investimenti del 6,2%”. Più in crisi degli altri, le piccole imprese che vanno avanti a stento (ed è già una fortuna se riescono), compaesani che perdono il posto di lavoro.
Crisi crisi crisi. A Grottammare, con la stagione estiva appena conclusa, negozi che cambiano gestione, altri che chiudono, affrontiamo il tema economico con l’assessore alle attività produttive Cesare Augusto Carboni, che ci presenta anche qualche piccola novità: “Per questo inverno – ci spiega – non ci sono grandi iniziative, se non quelle che stiamo già portando avanti, come quella del Centro commerciale naturale, che è al terzo progetto approvato dalla Regione e che ha lo scopo di ravvivare le attività del centro, rinnovandole. Con l’occasione, è stata anche avviata la riqualificazione della Via Sant’Agostino al Paese Alto, con il 30% di spesa da parte del Comune, che permetterà ai commercianti di poter rientrare nella richiesta del contributo per il Centro commerciale naturale sul 40% sulla spesa.”.
In vista ci sono anche delle novità, due molto importanti: “Stiamo valutando l’idea di rinnovare il mercato ortofrutticolo in centro, partecipando a dei bandi regionali, che sono in scadenza a settembre 2011, per dargli una migliore fruibilità. Ciò che di certo andrà fatto è lo Sportello Unico delle Attività Produttive, che è stato regolamentato solo di recente”.
Le norme, infatti, sono di qualche anno fa, ma solo recentemente sono state chiarite: “Lo Sportello Unico – continua Carboni – permetterebbe risposte veloci alle attività commerciali e andando a coinvolgere anche i Comuni limitrofi si riuscirebbe a fornire una maggiore offerta. Soprattutto in un momento così difficile economicamente, potrebbe anche essere utile per dare occupazione, posti di lavoro sul territorio”.
Conosciamo già l’argomento “Variante” nella zona della Piscina comunale, se approvata oltre alla eventuale Grande Opera della Fondazione Carisap di Ascoli Piceno, infatti, l’area avrebbe delle aree a destinazione turistica, commerciale, artigianale: “Questo sarebbe ottimo, perché a Grottammare non c’è più spazio per nuove attività produttive, quindi è importante andare a creare nuove imprese dove possibile, anche per reinserire i lavoratori che hanno perso il lavoro, e questo prima che finiscano gli ammortizzatori sociali”.
Sul territorio, per cercare di pubblicizzare le attività e supportare quindi le attività commerciali ci sono anche delle associazioni, in particolare l’Aureum, associazione di commercianti: ma come è andata questa esperienza? “La questione con le associazioni è che spesso c’è reticenza, le associazioni dovrebbero farsi loro protagoniste di proposte, che poi il Comune potrebbe appoggiare per quel che riesce. Invece spesso aspettano che sia il Comune a muovere il primo passo. Occorre più iniziativa”.
Infine chiediamo all’assessore come è andata la stagione turistica “Fortunatamente siamo sulla costa e godiamo del turismo che riesce a dare una spinta in più dal lato delle entrate dei commercianti e di conseguenza anche di risposte occupazionali: invece di avere un disoccupato per 12 mesi, riusciamo ad avere un disoccupato per 8 mesi, che in questo periodo va bene. Ovvio, è lavoro stagionale. A detta dei commercianti, comunque, quest’estate c’è stato un incremento rispetto allo scorso anno, per quanto riguarda le strutture ricettive e quelle legate al turismo come bar e ristoranti, i risultati sono buoni, quindi”.
Se è vero che si sta uscendo dalla crisi, è anche vero che la crescita occupazionale non è di certo migliorata rispetto a qualche mese fa anzi, proprio per conseguenza della recessione, le aziende continuano a chiudere o restringono l’organico. Sandro Pertini diceva: “Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli?”. Forse libero no, ma un po’ più consapevole e con voglia di concretezza si.

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