dal settimanale Riviera Oggi numero 845

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Leggendo le cronache sul “mostro edilizio” di piazza Kolbe, uno si immagina che una avventata e cementificatoria delibera permetta di deturpare una collina, costruire un capannone in una riserva naturale, mettere pannelli fotovoltaici in un centro storico medievale.
Invece si tratta di una nuova palazzina a ridosso della Statale Adriatica, in una zona urbanizzatissima. Una palazzina bella o brutta, dipende dal giudizio estetico soggettivo, che però ha anche un’importante utilità pubblica, perché ospiterà la nuova e quantomai necessaria sede della Polizia Municipale, finora confinata nel vecchio municipio di piazza Battisti.
Certo, sarà costruita da una grossa impresa di costruzioni locale, la Sipa, che non fa certo beneficenza al Comune e che infatti ricaverà dalla palazzina gli uffici della sua nuova sede. Però il Comune guadagna oltre alla nuova sede dei Vigili Urbani anche la riqualificazione (tramite demolizione e ricostruzione) di un immobile di sua proprietà, totalmente abbandonato e inutilizzato. Si tratta della vecchia sede degli uffici della fornace Cerboni, che sorgeva proprio in quella zona. Insomma, un rudere di un periodo di archeologia industriale, non certo una villetta liberty.
Ci sembra francamente un po’ esagerata la vibrante protesta del neo costituito “Comitato promotore per salvare Piazza Cerboni”. Tra l’altro molti residenti sono felici di avere lì la nuova sede dei Vigili Urbani. Intendiamoci, lungi da noi fare i difensori di ufficio del Comune (che critichiamo senza remore quando il nostro spirito critico ce lo impone) o delle imprese edili. Quando dobbiamo criticare scelte sbagliate o scempi paesaggistici, non ci tiriamo indietro. Però in questo caso non ci sembra di essere di fronte a un massacro del territorio.
I residenti lamentano la perdita di parcheggi, la perdita di una piccolissima area verde e il fatto che il nuovo palazzo, più alto del precedente, occluda la visuale dai balconi del condominio retrostante. Tralasciando il fatto che non si parla di una visuale su ubertose colline, e che una sede della Polizia Municipale infonde sicurezza ai vicini, va detto che il Comune ha in animo (e ha anche i finanziamenti regionali) di realizzare un parco urbano ben più grande a pochi metri, sulla scarpata di una zona incolta anch’essa lascito della fornace Cerboni.
E poi si elimina una di quelle brutture edilizie contro le quali spesso ci si batte nel nome di un maggior decoro urbano dovuto a un centro turistico come San Benedetto.
Insomma, di fronte a questa protesta civica, che pur rispettiamo, non siamo d’accordo.
POST SCRIPTUM Della questione di piazza Kolbe, sulla stampa, si parla dal febbraio scorso. Ci sono state commissioni consiliari aperte ai comitati di quartiere, che le hanno disertate. In consiglio comunale c’è anche stata una vivace discussione il 12 ottobre scorso. Fino a pochi giorni fa non si sono levate voci. Dall’opposizione politica, le uniche voci sono state quelle del duo Giorgio De Vecchis (Futuro e Libertà) e Daniele Primavera (Rifondazione Comunista), esponenti di galassie politiche fino a poco tempo fa sideralmente distanti.
Ma l’opposizione mainstream (Pdl, se ci sei batti un colpo) non ha mai detto nulla. Chi tace acconsente?

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