Viabilità. Inutile ripetere che via Marsala e via Niccolò Tommaseo (così si chiama nel tratto più a nord) sono palesemente non a norma. Cinonostante si continua a mantenere il doppio senso di circolazione oltre ai parcheggi su ambo i lati della strada.
Qualche tempo fa sollecitammo l’amministazione pubblica interessata e precisamente il sindaco Gaspari a prendere adeguati provvedimenti. Non è possibile infatti che un auto debba fermarsi e mettersi nello spazio riservato alla sosta (quando è libero) perché un pulmann che arriva in senso contrario impedisce l’attraversamento contemporaneo dei due mezzi. Un’assurdità che qualsiasi sindaco che tiene alla sua città e ai suoi cittadini avrebbe dovuto risolvere in tempi brevissimi.
Il fatto che il problema riguardi anche altre strade non risolve il problema ma lo aggrava. E assolutamente non dispensa i vari responabili comunali dal prendere i dovuti provvedimenti.
Fin qui un normale disappunto impossibile da non condividere. C’è però tanto altro che va messo in luce perchè sintomo di una gestione politica da paesi di “quinto mondo”. Non me ne voglia Gaspari, ma è così. Ecco i fatti nei minimi dettagli che giustificano la parola magistratura inserita nel titolo.

Alcuni mesi fa una famiglia abitante in via Marsala fece un esposto alla magistratura per denunciare lo stato della via, ritenendola appunto fuori norma e pericolosa, chiedendo all’autorità giudiziaria i necessari provvedimenti. Il sindaco Gaspari ne è al corrente.
Nello stesso tempo un altro gruppo di cittadini ivi residenti, con serenità e indubbio senso logico, propose al primo cittadino sambenedettese di prendere un provvedimento molto semplice per risolvere il problema: togliere la sosta lungo uno dei due lati della strada.
Nel frattempo però si vocifera di una terza proposta: altri residenti avrebbero fermamente richiesto allo stesso Gaspari di lasciare le cose come stanno perché a loro sta bene così.
Particolare significativo sarebbe che, mentre le prime due richieste sono state debitamente formalizzate, la terza (per questo ho scritto “si vocifera”) invece pare di no e pare che sia stata fatta solo a voce, per l’esattezza a voce grossa. Comprensibilissimo visto che è molto pericoloso formalizzare richieste chiaramente illegali.

Comprensione però che non dovrebbe appartenere a funzionari pubblici e ai sindaci in particolare. Costoro dovrebbero tener conto maggiormente di richieste debitamente firmate con tanto di nome e cognome a fianco.
E, invece no, sta accadendo l’esatto contrario perchè pare che le persone che, a voce grossa, vogliono mantenere le irregolarità siano in numero superiore delle altre e che, sempre a voce, avrebbero “minacciato” di fare esposti su tutte le altre strade irregolari dell’abitato sambenedettese in particolare.

Questa cosa mi fa rabbrividire ancor di più se legata ad affermazioni comunali di questo tipo: “Un sindaco ora scomparso diceva sempre che in questi casi, quando ci sono cittadini che non la vedono allo stesso modo, la cosa migliore è soprassedere”. E’ quello che sta facendo il sindaco di San Benedetto del Tronto.

Abbastanza curioso che il sindaco ora scomparso che in in questi casi optava sempre per “non far niente” fosse democristiano, il nostro invece ex comunista. Conferma la mia vecchia tesi che i Partiti sono tutti uguali, servono solo per accumulare voti e clientele e mai per esaminare i fatti per quel che realmente sono. Fuori le eccezioni, se ci sono.

Torno al mio ritornello che non smetterò di ricordare finché le cose non cambieranno: la politica, o meglio i suoi rappresentanti, hanno definitivamente messo la scheda elettorale al posto del cervello.

I fatti stanno così, ma sarebbe anche ora che gli elettori capiscano finalmente che la politica è un bene comunitario e non un modo per fare o farsi fare interessi personali a volte anche molto ma molto piccoli a dispetto della logica, della giustizia e del bene comune.
Se chi va a votare non acquisisce questo concetto, gli eletti hanno  ed avranno “ragione” ad approfittarsene come nel caso della via Marsala-Tommaseo. Spero con questo disappunto di averli stimolati. Almeno un po’.
Chiudo con una promessa ai concittadini ben pensanti: questa storia sarà oggetto di nostro interesse tutte le settimane fino a quando Gaspari e la giunta comunale non prenderanno la decisione più logica.

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