SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il futuro del Consorzio Turistico Riviera delle Palme? Io credo che sia un’opportunità per l’accoglienza dei visitatori nel Piceno. Ma non starò certo in trincea a dire o Consorzio o morte”. Così Giovanni Gaspari in merito alle decisioni che entro la fine dell’anno andranno prese dagli enti pubblici in merito alle loro partecipazioni azionarie in società miste pubblico-private o interamente pubbliche (come la municipalizzata Multiservizi).

E ancora: “Insomma, occorrerà fare valutazioni su obiettivi, risorse economiche, risultati ottenuti, valutando assieme ai sindaci degli altri Comuni che sono soci del Consorzio. Il discorso è molto semplice – aggiunge il primo cittadino – nelle Marche è la Regione a fare azioni di promozione turistica, mentre agli enti locali spettano i compiti di accoglienza del turista mentre si trova nel territorio. Vedete, un grosso problema del Piceno è il provincialismo. In Italia si conoscono le Marche, già il Piceno diventa una realtà molto minuscola. All’estero per giunta diventa difficile che uno straniero distingua fra Marche o Abruzzo o Umbria. All’estero si deve puntare alla promozione tramite l’Enit, mi lascia perplesso che ci vada una Provincia o un consorzio di Comuni”.

Tuttavia, se la Regione promuove le Marche, è anche necessaria una promozione più locale del territorio e dei suoi eventi. Una promozione però che abbatta i campanilismi piceni e sviluppi un’azione di sintesi. Insomma, quando dice queste frasi il sindaco pare essere d’accordo con la linea del nostro giornale, che vuole stimolare imprenditori e politica a trovare tavoli o anche enti che svolgano una promozione aggregata del Piceno.

“Se verrò rieletto sindaco, chiederò ai Comuni di Montefiore e di Grottammare di promuovere in un unico cartellone i tre eventi culturali di maggior rilievo della zona, cioè Sinfonie di Cinema, Cabaret Amoremio e Mare Aperto. Così possiamo creare un vero valore turistico”.

Ma alla fine il Consorzio si manterrà o no? Ricordiamo che entro il 31 dicembre, secondo le disposizioni della Finanziaria 2008, gli enti locali debbono ritirarsi dalle partecipazioni azionarie in società che non operano nei settori istituzionali di un Comune, cioè che producono servizi che possono essere benissimo prodotti dai Comuni stessi. Solo che quella legge non dice chiaramente quali siano queste finalità istituzionali di un ente locale. Insomma, pare che Comuni e Province avranno autonomia nello scegliere in quali società restare. Non si escludono proroghe, inoltre. Insomma, la situazione è in evoluzione.

La risposta di Gaspari è una domanda. “Quale modo hanno gli enti locali di produrre una migliore accoglienza al turista? E’ giusto che il Comune di San Benedetto lavori da solo per l’industria turistica oppure no? Bisogna chiederselo, e poi capire se mantenere in vita il Consorzio. E’ vero che gli ultimi bilanci sono in perdita, ma è anche vero che ci sono ammortamenti dal passato e minori finanziamenti dalla Regione, che ora ha dichiarato tramite l’assessore Donati che non lo finanzierà più. Ripeto, per me il Consorzio è un’opportunità, poi se gli altri sindaci hanno in mente un altro soggetto se ne può parlare”.

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