SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era la gara decisiva: affondare, o risorgere. Sarebbe affondata la Samb, se non avesse avuto la forza di resistere alle critiche di tifosi e stampa (e anche società): invece, grazie a Pazzi e ad un pizzico di follia di mister Giudici, i rossoblu hanno dimostrato di esserci, pur con una formazione in crisi (tre sconfitte nelle ultime quattro partite, un solo punto dopo la vittoria di Jesi che valse la testa della classifica).

E l’hanno dimostrato nel modo migliore: con la grinta e il carattere, oltre che con la straordinaria capacità realizzativa di un attaccante di altro livello come Cristian Pazzi.
Non è il caso di entusiasmarsi, ma di tirare un sospiro di sollievo, quello sì. Anche un pareggio avrebbe sancito, probabilmente, la fine dell’avventura di Giudici alla Samb, a causa dell’ennesima vittoria del Teramo, che rischiava di andare a +9. I giocatori, che si erano esposti per salvare l’allenatore dopo la pessima gara casalinga contro il Santarcangelo, hanno dimostrato in campo l’ardore che si richiede sempre in certe circostanze: lo stesso, d’altronde, che si era visto a sprazzi in precedenza, ad esempio il giorno della doppia rimonta al Real Rimini.

Anche per Giudici la vittoria di Jesi può rappresentare uno spartiacque importante: dopo ciò che ha realizzato con la Sangiustese (una promozione in Seconda Divisione e due tranquille salvezze in situazioni ai limiti del professionismo), come minimo doveva ambire ad una squadra di Prima Divisione, e invece eccolo qui a San Benedetto, la squadra della sua città o quasi, a rischiare di tornare un modesto allenatore di Serie D o di Eccellenza. La vittoria ha fatto tornare il sorriso a Giudici che, nelle dichiarazioni del post partita, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe verso chi lo critica troppo. Ci sta, ma occorre anche capire che a questa piazza la Serie D sta maledettamente stretta, che le critiche continueranno fino a che non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo che tutti sperano.

Non si tratta di malafede, ma di una passione che a volte sconfina nell’eccesso e, oltre che nel bene, fa anche del male. Saperlo, e farci il callo, è doverosamente necessario se si vuole allenare o giocare a San Benedetto. Se poi arrivano i risultati, tutto viene ricompensato con gli interessi.

NUOVO Francesco Di Bari, esperto difensore di trent’anni, un passato speso tra C1 e C2, si è aggregato alla Samb in prova.

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