MARTINSICURO – L’ombra della droga aleggia come uno spettro sul decesso di Andrea Varzè, il 39enne di Villa Rosa trovato esanime dal fratello che rientrava in casa. L’autopsia, che sarà effettuata oggi, stabilirà con certezza le cause della morte, anche se la siringa usata trovata a poca distanza dal corpo non lascia molti dubbi su come siano andate le cose. Emerge comunque l’ennesima storia fatta di solitudine ed emarginazione sociale, di cui ci si accorge solo quando tracima la soglia dell’anonimato e dell’indifferenza implodendo in tristi vicende di cronaca nera.

Il 39enne viveva nel centro di Villa Rosa insieme ad altri due fratelli, ed era molto conosciuto. I tre ragazzi da sempre avevano avuto una vita difficile, in cui hanno sempre dovuto cavarsela da soli. Andrea insieme al fratello si arrangiava con lavori saltuari di elettricista, che però non gli garantivano una sicurezza economica e psicologica. E così, tra le difficoltà sempre incombenti e la paura di non farcela, si è insinuata a poco a poco  la droga come micidiale placebo agli ostacoli apparentemente insormontabili della vita quotidiana. Tanto che qualcuno tra i vicini parla addirittura di “una tragedia annunciata”. Andrea Varzè era conosciuto anche dall’assessore al sociale Marcello Monti, che è rimasto sgomento della notizia della sua morte.

“Sapevo che Andrea aveva qualche problema – ha dichiarato l’assessore – ma quando ho saputo della sua morte non ho chiuso occhio tutta la notte. Ora spero che amici e familiari restino vicini agli altri due ragazzi, perché non devono essere lasciati soli”.

La scia di morte legata all’uso di sostanze stupefacenti a Martinsicuro si allunga così con un nuovo episodio nel 2010, che pure aveva fatto sperare finora che la triste tendenza degli ultimi anni fosse stata invertita.

Nel 2009 infatti erano stati cinque i casi accertati di morte per overdose avvenuti in città. Ora i Carabinieri della locale stazione stanno indagando per risalire allo spacciatore che avrebbe venduto la dose letale dell’eroina all’uomo: è possibile infatti che sul mercato sia stata immessa una partita tagliata male, e pertanto esiste il reale rischio che possano ripetersi nuovi casi di overdose nel territorio a cavallo tra Marche e Abruzzo.

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