SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gaspari sotto accusa: ma stavolta a criticarlo è la segreteria dei Dirigenti degli Enti Locali, sezione marchigiana. “Esprimiamo un giudizio negativo sull’operato dell’amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto rispetto alle decisioni assunte in merito agli assetti organizzativi della dirigenza e alle procedure di valutazione della stessa”.

La Direl punta il dito sul fatto che a San Benedetto la dirigenza è in gran parte a tempo determinato, e non di ruolo: “Orbene, l’amministrazione comunale di San Benedetto, al pari di altre realtà regionali, ha deciso di privilegiare, all’interno del sistema gestionale del Comune, la dirigenza a tempo determinato, cioè una dirigenza di nomina fiduciaria del sindaco, in aperta controtendenza rispetto al quadro normativo che si sta delineando negli ultimi anni che limita fortemente il ricorso allo spoil-system negli incarichi dirigenziali” e inoltre il “quadro normativo che sta riscoprendo le professionalità e le garanzie insite nella dirigenza di ruolo, cioè nella dirigenza che è risultata vincitrice di un concorso pubblico, che ancora oggi costituisce, la via costituzionalmente prevista per l’accesso ai pubblici impieghi”.

“Al contrario – continua la nota – all’interno del Comune di San Benedetto del Tronto sono presenti cinque i dirigenti a tempo determinato (Polidori a Sviluppo del Territorio, Brancadori alla Cultura e Sport, Coccia alla Polizia Municipale, Davarpanah alle Opere Pubbliche, D’Angeli Servizi alla Persona, ndr) e due dirigenti di ruolo (Rosati all’Innovazione e De Berardinis agli Affari Istituzionali, ndr) e nei procedimenti di valutazione delle performance i dirigenti di ruolo risultano sempre agli ultimi due posti.

La Direl si riserva di verificare nelle sedi opportune se il sistema di valutazione delle prestazioni, adottato dal nucleo di valutazione di nomina sindacale, risponde a criteri ed indicatori oggettivi, anche per quanto riguarda i comportamenti organizzativi, non si può non evidenziare come il sindaco di San Benedetto abbia scelto un modello organizzativo e gestionale del Comune che anziché far leva sulla professionalità, la memoria storica e la neutralità, fa leva sul rapporto fiduciario negli incarichi di maggior peso e rilevanza mettendo, tra l’altro, i soggetti incaricati fiduciariamente dinnanzi a profili di responsabilità non trascurabili”.

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