SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non escludiamo nulla, tranne che una possibile alleanza col centrosinistra”. Lo afferma Giorgio De Vecchis che di ritorno dalla convention di Fli a Bastia Umbra ribadisce i principi e le intenzioni del nuovo movimento nato dalla fuoriuscita dal Popolo della Libertà. Nessun salto della barricata dunque, nonostante il divorzio tra Fini e il premier che a livello nazionale rischia di far saltare clamorosamente l’esecutivo. “Nelle settimane scorse stimolammo il Pdl a discutere di programmi – ribadisce il consigliere comunale – ma ci risposero che non avevano intenzione di farsi dettare l’agenda da noi”.

Prova di uno strappo nell’opposizione locale presente e profondo. Che si amplierebbe ulteriormente nel caso in cui il Cavaliere finisse il prossimo marzo con lo scontrarsi alle urne proprio con l’attuale Presidente della Camera. A quel punto infatti risulterebbe assai difficile immaginare in Riviera “Generazione Italia” in sostegno del candidato sindaco proposto dal partito berlusconiano: “Se ci fossero le condizioni potremmo appoggiarli, ma attualmente appaiono arroccati, rinunciano al confronto”.

C’è poi il cosiddetto Partito della Nazione, presentato ufficialmente sabato scorso, che si appresta a rompere definitivamente il bipolarismo per creare una ambiziosa terza offerta autonoma. “Auspichiamo un’aggregazione coi finiani”, ha affermato senza remore Vittorio Santori. “Valgono le idee, la squadra viene dopo”, taglia corto De Vecchis che non esclude inoltre la possibilità che Futuro e Libertà corra da sola: “Ripeto, tutto è possibile. Fino a due giorni fa l’Udc pareva al fianco di Gaspari, mentre adesso si scopre che non lo è più. Per gli accordi c’è tempo. In ogni caso, se decidessimo di correre da soli, il candidato probabilmente sarei io”.

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