Dal settimanale Riviera Oggi numero 846

CUPRA MARITTIMA – “Qual’è il disco che si è rotto? Il nostro o il suo?”. La risposta piccata dell’amministrazione comunale alle accuse della lista di opposizione “Vivere Cupra” prende le mosse proprio da quello che è stato il leit motiv delle accuse del consigliere Franco Veccia.
Il disco rotto della mancanza di fondi da parte del Comune per le opere pubbliche, dunque. Su questo punto, la giunta comunale D’ Annibali afferma: “Viene spontaneo chiedersi quale sia l’idea di politica di Veccia, visto che ogni sua affermazione è una costante polemica, un continuo mettersi in posizione di pregiudiziale opposizione. Tutti sanno ormai che lo Stato ha tagliato i fondi alle Regioni e di conseguenza le Regioni hanno tagliato i fondi ai Comuni. Eppure nonostante ciò il nostro consigliere continua a dire che ci nascondiamo dietro la mancanza di fondi per coprire il nostro far niente”.
IL SOCIALE Per quanto riguarda il sociale, suo campo diretto di azione, la giunta D’Annibali rivendica: “Siamo riusciti ad assicurare assistenza domiciliare e scolastica agli anziani e ai portatori di handicap. Stiamo facendo il possibile per dare voce ai giovani, agli anziani; per questi ultimi ci stiamo attivando per un centro di aggregazione; abbiamo messo in atto borse lavoro, totalmente a carico del Comune per aiutare soggetti svantaggiati; abbiamo portato avanti una serie di incontri per favorire l’integrazione e si potrebbe continuare nell’elenco. Certo ci dispiace di dover dire dei no, ma purtroppo a volte è necessario; d’altra parte pensiamo che tutti i cittadini debbano rendersi responsabili della gestione dell’economia generale in uno spirito collaborativo dal momento che nulla viene nascosto loro”.
I LAVORI PUBBLICI Polo Scolastico, la giunta ribadisce che la Provincia non ha stanziato finanziamenti, quindi il Comune non può costruire nulla. E sulla pista ciclabile: “Partirà, tutto è pronto, ci sono i tempi tecnici, Veccia dovrebbe saperlo”.
LA SALA POLIVALENTE “Perché dire che il tappeto di copertura della sala è stato pagato dalle associazioni quando invece è stato comperato a totale carico del Comune?”. E ancora: “E’ falso dire che l’imbiancatura delle pareti sia stata richiesta alle associazioni. Forse non tutti sanno che la Sala Polivalente viene utilizzata sia dalle associazioni sportive, che pagano la loro quota di affitto, sia da gruppi che la chiedono per pesche di beneficenza quali il mensile Cupra o l’associazione Principe di Napoli, e ciò a titolo assolutamente gratuito. Tutto ciò che è stato chiesto loro è stato l’impegno a reperire la manodopera dietro un contributo in denaro da parte del Comune e le associazioni in questione si sono dette assolutamente disponibili”.
LA SCUOLA La “fuga” degli alunni dalla scuola di Cupra, per la giunta D’Annibali, rientrerebbe nel diritto di scelta che le famiglie hanno circa l’educazione dei propri figli dopo aver valutato l’Offerta Formativa di ciascun Istituto.
”L’amministrazione comunale non può obbligare la scuola a scegliere cosa proporre alle famiglie. Se qualcosa non va a scuola ci sono gli Organi Collegiali democraticamente eletti dove i genitori possono esprimere le loro lamentele e fare le loro proposte”, afferma la nota di risposta a Veccia.
I PAGAMENTI ALLE IMPRESE Veccia accusò così il Comune: “Non è sollecito nel pagamento delle aziende che hanno svolto lavori o fornito materiali al Comune, vengono sistematicamente pagate dopo un anno dall’ultimazione dei lavori”. La giunta però smentisce decisamente, chiedendone testimonianza allo stesso Veccia, definito “fornitore del Comune” in virtù della sua attività lavorativa.
“A lui come a tutti gli altri, il Comune ha già pagato le fatture relative ai mesi di febbraio/marzo 2010. Ciò ci conferma nella convinzione che forse si sbaglia facendo riferimento ai ritardi nei pagamenti da noi ereditati dalla precedente amministrazione. Siamo lieti di comunicargli che i ritardi sono di sei mesi; abbiamo dimezzato i tempi di attesa dei fornitori grazie ad un anno di attenta e oculata gestione delle risorse. Ma forse è più comodo divulgare notizie inesatte”.

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