JESI – Partita che mette a dura prova i nervi di tutti gli spettatori presenti allo stadio “Pacifico Carotti” di Jesi ma che vede la Samb uscire vittoriosa.

Le ostilità si aprono all’insegna della rabbia per il divieto imposto dal Casms ai tifosi rossoblu che volevano assistere alla partita. Aggiungiamoci la vendita dei biglietti ai soli residenti nel Comune di Jesi ed è così che si scatena la protesta di due intere città. Gli jesini, tuttavia, possono far sentire la loro voce, distribuendo volantini di protesta e rimanendo sotto la curva per i primi 15 minuti di partita.

Al loro ingresso sui gradoni in campo la Samb sente la mancanza dei propri tifosi che restano in città, impotenti, a sperare nella vittoria. Nella tribuna la partita si anima per le scelte arbitrali ma, purtroppo, dall’altra parte non c’è nessuno a poter rispondere. Ci pensa però il bomber rossoblu Pazzi a far tacere gli jesini con un grandissimo gol che lascia lo stadio momentaneamente ammutolito.

Tantissime sono le contestazioni e gli insulti che partono dagli spalti verso i ragazzi di Mister Giudici che chiudono il primo tempo in vantaggio. E’ nel secondo tempo che si scatena un vero e proprio putiferio. I giocatori della Jesina sono più volte violenti contro i rossoblu ma l’arbitro sembra voler passare oltre. Gli ultimi minuti di gioco tengono i sambenedettesi incollati alla radio, con il cuore in gola vista l’assenza in campo di Lima e i minuti di gioco che sembrano non finire mai. E’ dopo un’attesa estenuante che l’arbitro fischia la fine della partita che fa accanire i tifosi jesini contro la rete, riempiendo di insulti i rossoblu, con Presidente annesso.

Particolari, infatti, sono gli insulti rivolti al Presidente che continuano anche in sala stampa, dove un gruppo ben nutrito di tifosi bianco-rossi cerca di sfondare la porta in modo molto violento. Il pullman della squadra rossoblu è infatti costretto ad uscire velocemente, inseguita da un gruppo di tifosi di Jesi. Non può che esserci rammarico per questi episodi.

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