OFFIDA – Continua il viaggio tra le buone pratiche dell’agroalimentare, tra convegni e seminari nelle scuole, promosso dal MDC Marche. Secondo appuntamento, dopo la data dello scorso 6 ottobre ad Ascoli Piceno su “I prodotti dell’alveare”, con“Olive ed Olio”, sabato 6 novembre presso l’Enoteca Regionale di Offida (AP), si è realizzato un momento di confronto e di informazione fra tutti gli operatori della filiera e i consumatori, riuscendo a riunire ricercatori, tecnici ed imprenditori per dibattere le tematiche più attuali, dall’analisi del mercato alla valorizzazione del prodotto, le biotecnologie, gli aspetti varietali, le tecniche di coltivazione, la difesa, fino alle tecnologie della trasformazione e alla qualità dell’olio.

Presenti all’incontro anche gli alunni della Scuola Media di Offida.

I saluti introduttivi ai lavori sono stati portati dal Sindaco di Offida Valerio Lucciarini e dal  Presidente del Consiglio Provinciale Armando Falcioni, e, presenti anche il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Benedetto Ricci e il dottor Angelo Goglia, direttore del Dipartimento provinciale ARPAM di Ascoli, alle ore 09.30 circa sono iniziati gli interventi, introdotti e moderati  da Micaela Girardi, Presidente del MDC Marche.

L’ Olio extravergine d’oliva è la salute dell’organismo. Ancor meglio se “novello”. Combatte il rischio di tumori, il diabete, e il sovrappeso. Insomma è buono e fa bene. È quanto sottolineato dal dottor Vincenzo Calvaresi, Direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – ASUR ZT 13 AP.

Al tavolo dei relatori anche il dottor Ernesto Corradetti, rappresentante dell’ARPAM – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche,  Dipartimento di Ascoli Piceno: “la nostra agenzia provvede a prelevare  campioni di olio extravergine di oliva sul territorio e a sottoporli a procedura per la determinazione di sostanze pericolose per l’organismo quali gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), le ammine aromatiche, i plastificanti e i fitofarmaci. Sono stati determinati anche gli esteri metilici ed etilici di acidi grassi (EMEAG) quali indicatori di qualità delle olive lavorate. La ricerca condotta ha rilevato che dal punto di vista qualitativo, l’olio prelevato nei frantoi marchigiani, normalmente, risulta migliore degli oli in vendita nei supermercati, se consideriamo l’assenza di EMEAG come un indice di qualità. Rispondere alle nuove esigenze dei consumatori – ha proseguito  Corradetti –  non è un compito facile; per ottenere risultati soddisfacenti è fondamentale avere capacità di controllo estesa a tutti i livelli della filiera”.

Sugli aspetti investigativi riguardanti i controlli durante la produzione, e sul tema della corretta etichettatura del prodotto in vendita, alla luce delle nuove normative nazionali e comunitarie, si è soffermato il  Gianluca Baiocchi del Corpo Forestale dello Stato, Comandante della Stazione di Comunanza. “Il Corpo Forestale dello Stato continuerà a monitorare i flussi di mercato al fine di tutelare l’olio italiano, senza alcun dubbio il migliore del mondo”.

“Ma che tipo di olio extra vergine di oliva portiamo in tavola? Un olio che acquistiamo a 2,5-3 euro a bottiglia che qualità mi garantisce? Le miscele di olio comunitario può nascondere qualche insidia? C’è un modo per aumentare la tutela del consumatore ed evitare inganni merceologici? Sono solo alcune delle domande cui il giornalista de Il Salvagente Enrico Cinotti ha cercato di rispondere, illustrando i più recenti casi di cronaca a riguardo.

Si sono quindi susseguite interessanti illustrazioni del trattamento delle olive, a partire dalla loro conservazione, alla lavorazione in frantoio, alla conservazione e per finire alla manipolazione dell’olio prima della vendita. In modo tale da indirizzare sia il consumatore che il produttore verso un prodotto di qualità superiore.

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