SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marcia indietro. Indietro tutta. Giudici decide di lasciare a casa il portiere Chessari, che non era dispiaciuto nella gara interna contro il Santarcangelo, e tornare al portiere “under” in panchina. Anzi, raddoppia: perché in panchina dovrebbe sedere l’ultimo arrivato, Bertone (scelta, questa, logica in quanto la sostituzione di un portiere “under” con un “over” durante la partita appare cervellotica e rischiosa nel caso siano già state effettuate sostituzioni di uno dei quattro giovani obbligatori per regolamento). Scelta che però denota, quanto meno, la difficoltà ad inquadrare questa squadra. È vero che finché Lima era stato in porta la Samb aveva dominato tutte le avversarie. È anche vero che Chessari era stato inserito a furor di popolo a causa di qualche papera del giovane numero uno.

Ma al di là di questo, considerando che sono ancora assenti per infortunio Oresti e Di Vicino, deve essere, quella di Jesi, la risposta di un gruppo. Tante critiche e tanti fischi per i rossoblu negli ultimi giorni, ma è in questi frangenti che si vedono le squadre con gli attributi, quelle che riescono a risorgere e a dare risposte concrete. E se i giocatori hanno difeso Giudici, adesso devono dimostrare che anche in campo sono capaci di tornare quelli che conoscevamo. Dando tutto se stessi. Per poi ricominciare daccapo.
Giudici a questo punto potrebbe optare per il 4-4-2, con un centrocampo formato da D’Aniello e Rulli al centro, Zazzetta a sinistra e D’Angelo o Grieco a destra. Davanti Pazzi con Covelli (o Bianchi).
Nella Jesina squalificati Strappini e Sebastianelli.

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