SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Jesina-Samb fondamentale. Perché una eventuale sconfitta (sarebbe la prima in campionato!) sconquasserebbe realmente l’ambiente rossoblu. In caso contrario, invece, scatterebbe l’operazione rimonta. Che ha l’obiettivo di non perdere ulteriore terreno dalla capolista Teramo (24 punti, 7 in più della Samb, 4 sulla inseguitrice Jesina, sconfitta proprio mercoledì), almeno fino allo scontro diretto del 12 dicembre, per poi aggiustare la navicella.

Perché ribattiamo ancora lì, e ribattiamo ancora sul dente dolente. Ci prendiamo una piccola licenza e cerchiamo di rispondere anche ai commentatori degli ultimi articoli: “non mettete pressione ai giovani”; “vedrete che con il tempo cresceranno”. Purtroppo è sempre più evidente come la questione under stia compromettendo il cammino della Samb: e le squadre che vogliono vincere i campionati non devono sbagliare queste scelte.

I difensori Mengo, Pulcini e Ogliari sono esperti e buoni per la categoria. Lo stesso dicasi per Rulli e Oresti, mentre D’Aniello vanta molte presenze in categorie superiori. Quanto all’attacco, Pazzi è la miglior prima punta del girone, Covelli, la sua riserva, la miglior riserva in questo ruolo, Di Vicino potenzialmente la seconda punta che nessuno ha e Bianchi ha dato dimostrazione di essere comunque un ottimo rincalzo, anche se ci si aspettava qualcosa in più.

La “questione” under è stata però presa con leggerezza anche da noi per due semplici motivo: schierare quattro giovani, uno del ’90, due del ’91, uno del ’92, è un rompicapo al quale nessuno è abituato a pensare da che segue il calcio. E poi, nessuno può sapere se un Lima, un Evangelisti o uno Zero possono essere realmente buoni o meno, finché non vengono visti all’opera.

La dimostrazione di quanto siano importanti si è avuta proprio nelle ultime due gare: tolto, per forza di cose, Lima, si è dovuto schierare prima Evangelisti a Recanati, poi Carioti in casa contro il Santarcangelo. Due presenze praticamente irrilevanti. L’effetto si è visto: se fino a Samb-Real Rimini la difesa ballava e ogni cross era da brividi ma la Samb aveva sempre il comando del gioco, creava molte occasioni, dava l’impressione insomma di essere squadra pronta a spiccare il salto di qualità. Poi, in due partite, appena due tiri in porta e un gol e una paurosa involuzione.

Per carità, l’esonero di Giudici (non le dimissioni: è qui che sbagliò Palladini, un allenatore si deve dimettere solo quando ammette le proprie colpe, altrimenti devono essere le società a pagare per la loro rimozione) ci poteva stare. Ma è difficile pensare che un altro allenatore riesca a risolvere la “questione” under. Che obbliga, per carenza di “doppioni”, a cambiare continuamente l’assetto tattico.

Ecco che Jesi diventa fondamentale. Perché c’è un accordo tra la società e Giudici, per portare a San Benedetto altri under al mercato di “riparazione”. Tutto sta, però, a restare attaccati al treno teramano (7 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta, 4-0 proprio dal Santarcangelo). Altrimenti si navigherà a vista.

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