SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Passa in consiglio comunale l’appendice normativa al regolamento per l’occupazione del suolo pubblico da parte di bar e locali, già approvato il 9 febbraio scorso. Ora gli imprenditori potranno presentare i propri progetti in base alle nuove norme, per adeguare le proprie strutture.

Non è stato un parto semplice. Per il sindaco Gaspari le nuove norme tengono in equilibrio decoro urbano ed esigenze degli imprenditori (“non mi sembra di vedere striscioni di protesta o manifestazioni da parte delle associazioni di categoria”, ha detto in Consiglio comunale) ma per l’opposizione di sinistra (Daniele Primavera) e di destra (Giorgio De Vecchis) l’applicazione di queste norme in alcuni casi potrebbe provocare danni alle attività direttamente confinanti con i bar dotati di gazebo, in quanto le nuove strutture autorizzabili “in aderenza” all’edificio porterebbero la gente a passeggiare nel mezzo della strada e troppo distanziata dalle vetrine.

Ma andiamo con ordine. La questione ha visto negli ultimi giorni le dimissioni di Daniele Primavera (Rifondazione) dalla presidenza della commissione consiliare Commercio, luogo in cui secondo il consigliere comunale non sarebbero avvenuti i dovuti approfondimenti sull’appendice normativa. Una vivace discussione, sempre in sede di commissione, fra lo stesso Primavera e il sindaco Gaspari. L’apertura, manifestata mercoledì sera in consiglio comunale da Gaspari stesso, a prendere ulteriore tempo per gli approfondimenti politici sulle nuove e ulteriori norme. E, poi, la scelta da parte della maggioranza di andare avanti sul testo proposto, pur emendandolo, per approvarlo già mercoledì sera.
Sono quindi state indicate le tipologie di arredo per i “dehors” (spazi esterni dei pubblici esercizi) ammissibili in ciascuna zona della città, con un’appendice al regolamento che disciplina le occupazioni di esercizi di somministrazione nelle aree centrali della città (via XX Settembre, viale Secondo Moretti, via Montebello e zone limitrofe). Su questa proposta ci sono state le critiche di Primavera e del consigliere Giorgio De Vecchis (Futuro e Libertà). Secondo la loro intepretazione, l’appendice normativa produrrebbe delle deroghe (come quelle relative alle occupazioni di suolo pubblico “interrotte” da piante o panchine) valide solo nella zona centrale e non in quelle periferiche, che andrebbero a rovinare il lavoro di mediazione svolto nell’inverno scorso, quando dopo i sequestri giudiziari di molti gazebo disposti dalla Procura di Ascoli l’amministrazione comunale decise di riprendere il cammino interrotto nel 2007 per dotare la città del suo primo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei locali.

Lamentando disparità di trattamento fra esercenti del centro e della periferia, e lamentando un tradimento dello spirito originario della norma (“in ogni città le regole di questo tipo sono più stringenti in centro rispetto alla periferia, qui accade il contrario”, ha detto Primavera), i due consiglieri hanno chiesto all’amministrazione comunale di fare un passo indietro e permettere maggiori approfondimenti alle nuove norme, definite “confuse e scritte male”.

Nel suo intervento di risposta, il sindaco Giovanni Gaspari ha prima ribadito la sua critica politica a Primavera (“questo è il Comune che ha il record di riunioni delle commissioni consiliari, se Primavera si lamenta forse è colpa sua che non ha fatto funzionare bene la commissione che presiedeva”) e poi ha manifestato apertura ad un rinvio del punto, pur “avvertendo” così i propri consiglieri di maggioranza: “Se il consiglio si vuole prendere altro tempo, deve essere consapevole del fatto che questo ritardo non può far scontare danni agli imprenditori”.

Poi comunque l’orientamento della maggioranza è stato quello di andare avanti e approvare le nuove norme, con una serie di emendamenti come quello firmato dai Pd Benigni, Pasqualini e Lazzari (“tutte le misure di derogabilità non potranno comunque consentire occupazioni di superfici superiori a 105 metri quadrati”). Un altro emendamento poi impegna il Comune entro il 30 novembre a modificare il regolamento generale recependo alcuni criteri su cui si basano le deroghe adottate per il centro della città.

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