SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un atto formale, che sancisce una situazione già nei fatti ma che riveste anche un denso significato politico. Mercoledì sera il consiglio comunale ha approvato l’adozione di una variante al Piano regolatore per assegnare l’area della ex scuola elementare “Borgo Trevisani” (quartiere Ponterotto) a zona per attrezzature comuni. In pratica, si tratta di un ritorno alla originaria destinazione, dopo che nel 2003 fu mutata in zona residenziale in vista di una sua vendita ai privati, cosa che non è mai avvenuta (fra i documenti allegati è scaricabile in formato pdf la delibera in questione). La variante dunque sancisce il ritorno anche formale ad un inquadramento urbanistico dell’edificio fra gli spazi riservati ad attività collettive.

La giunta Martinelli, nei primi anni duemila, decise di inserire l’ex scuola nel novero degli immobili vendibili per trovare fondi per la realizzazione della nuova scuola media Curzi in via Togliatti. Assieme all’ex scuola “Castello” di via Rossini, alla vecchia scuola media “Curzi” in Via Golgi e all’ex edificio della Capitaneria di Porto in Via Paolini.

La permuta dei quattro edifici, che provocò anche le proteste dei comitati di quartiere Ponterotto riguardo alla vendita delle ex scuole, fu interrotta sempre durante l’amministrazione Martinelli sia a seguito della pronuncia del Consiglio dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici nel novembre 2004, che dell’indirizzo fornito dal Consiglio Comunale il 2 maggio 2005, partito da un ordine del giorno degli allora consiglieri comunali di Alleanza Nazionale Benito Rossi, Luigi Ursini e Giorgio De Vecchis.

Come documentato da Rivieraoggi.it con una inchiesta di cui potete leggere la puntata principale cliccando qui, per l’edificio di via Paolini (e un altro edificio comunale in via Cairoli 28, conosciuto come “ex Macello”) erano state fatte stime di vendita poi risultate molto più basse rispetto alle somme incassate alcuni anni dopo quando il Comune (amministrazione Gaspari) tornò a proporne la cessione ai privati.

IL COMMENTO DEGLI EX AN ORA IN “GENERAZIONE ITALIA” E ora arriva un commento di soddisfazione da parte di Benito Rossi a nome di Generazione Italia, gruppo politico che oggi raccoglie anche De Vecchis e Ursini. Sono i tre consiglieri che proposero e fecero approvare il blocco di quella permuta quando si trovavano in maggioranza, andando contro i loro colleghi nell’ambito di una crisi politica che da lì a pochi mesi determinò le dimissioni del sindaco Martinelli.

Afferma oggi Rossi in una nota: “Tutti ricordano sicuramente la battaglia dell’ex gruppo An per escludere dalla vendita le scuole Castello e Borgo Trevisani. Unico vero alleato il presidente del comitato di quartiere Paese Alto Patrizia Logiacco”. L’appalto venne bloccato, prima dalla pronuncia dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, poi dal consiglio comunale su proposta dei tre consiglieri “ribelli” di An.

“Per evitare guai peggiori all’amministrazione allora guidata da Martinelli – afferma Rossi – il gruppo di An presentò un atto di indirizzo che poi fu votato dalla maggioranza dei consiglieri. Fummo mediaticamente presentati alla città come i responsabili di aver fatto cadere l’amministrazione” Rossi poi rivendica che è venuto fuori che l’edificio di via Paolini compreso in quel pacchetto di immobili sarebbe stato venduto a una quotazione inferiore rispetto a quella a cui poi in effetti è stata venduta.

E poi dice: “Oggi rivendichiamo con forza l’ottenimento di una maggiore quotazione degli immobili e la tutela del principio della legalità. Futuro e Libertà mercoledì sera ha votato a favore della delibera ed ha fatto bene, da considerare invece significativa l’astensione del Pdl”.

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