ASCOLI PICENO – Dodici anni di carcere. Questa la sentenza emessa mercoledì in primo grado dal tribunale di Ascoli ai danni di Giulio De Angelis, imprenditore 50enne di Monteprandone accusato di abusi sessuali ai danni di tre sue dipendenti, minacciando per giunta di licenziare sia loro che i loro congiunti, lavoratori presso le aziende di cui De Angelis era socio.

La pubblica accusa era rappresentata dal sostituto procuratore Ettore Picardi, le cui richieste sono state accolte in pieno. Le accuse, sempre respinte dall’indagato, erano violenza sessuale, lesioni personali, violenza privata, reati commessi in continuazione e con l’aggravante delle minacce e dell’abuso di autorità.

Il collegio di giudici ha condannato Giulio De Angelis anche al pagamento immediatamente esecutivo di 50mila euro di danni a ciascuna delle tre donne costituitesi parte civile. Un altro risarcimento dovrà essere stabilito in separata sede anche ai due ex soci dell’ìmputato e al consigliere di Parità della Provincia di Ascoli, anche loro costituiti parte civile.

Nel 2007 la denuncia che inguaiò De Angelis: una dipendente raccontò ai Carabinieri alcuni rapporti sessuali con l’imputato che avrebbero avuto sullo sfondo molestie e costrizioni. La difesa nel processo invece ha sostenuto che gli incontri erano del tutto volontari e consapevoli.

Poi altre due denunce da parte di altre due dipendenti, ed ecco ancora la difesa che parlava di rapporti consenzienti.

Alcune settimane fa De Angelis aveva avuto altri guai con la giustizia. Secondo quelle accuse, l’imprenditore avrebbe assoldato dei picchiatori per spaventare un suo ex collaboratore e dissuaderlo dal fornire la propria testimonianza al processo conclusosi poi con la sua condanna.

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